I casi riguardano quasi tutti componenti dello stesso nucleo familiare. Alcuni sono ricorsi alle cure ospedaliere. Il sindaco De Tommaso firma un’ordinanza urgente dopo la segnalazione dell’Asp: sospesi i lotti sospetti in attesa degli esiti degli accertamenti
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Stanno meglio le 17 persone rimaste intossicate dopo aver mangiato cozze a San Lucido, sul Tirreno cosentino. Si tratta, secondo quanto emerso finora, quasi interamente di componenti dello stesso nucleo familiare che avevano consumato gli stessi alimenti.
Dopo il pasto alcune delle persone coinvolte hanno manifestato sintomi riconducibili a un’intossicazione alimentare e si sono recate in ospedale per ricevere assistenza e sottoporsi agli accertamenti necessari. Le loro condizioni sarebbero ora in miglioramento.
Sul caso sono intervenute le autorità sanitarie. In seguito alla segnalazione dell’Asp, il sindaco di San Lucido Cosimo De Tommaso ha emanato un’ordinanza urgente disponendo, in via immediata e cautelativa, la sospensione della vendita, della somministrazione e della commercializzazione delle cozze riconducibili ai lotti sospetti e, qualora necessario, di altri molluschi vivi interessati dagli accertamenti.
Il provvedimento impone inoltre il ritiro cautelativo e la segregazione dei prodotti, che non potranno essere movimentati, ceduti o smaltiti senza l’autorizzazione dell’autorità sanitaria. Gli operatori interessati dovranno anche mettere immediatamente a disposizione la documentazione relativa alla provenienza e alla tracciabilità dei molluschi.
L’obiettivo è ricostruire l’intera filiera dei prodotti consumati e individuare l’origine dell’intossicazione. Si attendono adesso gli esiti degli accertamenti dell’Asp, che dovranno chiarire la causa dei malori e verificare l’eventuale contaminazione dei lotti finiti sotto osservazione.


