Il fiume cresce rapidamente, la tensione pure. A lanciare l’allarme è un allevatore della zona del ponte di Sibari, che da ore monitora l’andamento dell’acqua. «Sta continuando a salire. Per l’13.30, massimo le 14.00, è atteso il picco. Ora aumenta di due centimetri ogni dieci minuti», racconta al telefono mentre osserva il corso del Crati. Il livello idrometrico ha già raggiunto i cinque metri.

«Qui la situazione è seria», dice senza giri di parole. Dalle quattro del mattino sono presenti sul posto la protezione civile regionale e il Comune. È in corso un intervento urgente per rinforzare il punto più esposto: la curva che da anni rappresenta il tratto più debole dell’argine. «È sempre la solita curva. Due mesi fa avevano fatto solo un lavoro tampone. Da allora nulla. Da sette anni sono stati stanziati 8 milioni e 800 mila euro, ma non è stato fatto niente», accusa.

Il timore è che l’acqua possa superare proprio quel punto critico. «Se tiene la curva, poi quando il flusso si raddrizza non dovremmo avere grossi problemi. Ma sta salendo troppo in fretta». Nella zona ci sono famiglie e imprese agricole. Gli animali sono stati spostati in tempo. «Per fortuna siamo riusciti a metterli in salvo. Qui ci sono case, gente, aziende. Sempre le stesse che ogni volta vivono questa paura».