Gli interrogatori di garanzia per Giuseppe Ciliberti e Alessandro Scorza si terranno lunedì 16 marzo alle ore 12. I due sono indagati dalla Dda di Catanzaro nell’inchiesta su una presunta tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di due imprenditori impegnati in lavori pubblici tra Spezzano Albanese e San Lorenzo del Vallo. L’ordinanza cautelare firmata dal gip Gilda Danila Romano è stata eseguita giovedì mattina. Ciliberti è assistito dall’avvocata Fiorella Bozzarello, Scorza dall’avvocato Luca Acciardi.

L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore antimafia Alessandro Riello, applicato al circondario di Castrovillari, e le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano.

Due episodi contestati: cantieri pubblici nel mirino

Secondo l’impostazione accusatoria, la vicenda ruota attorno a due presunti episodi di pressione estorsiva, entrambi collocati nel contesto di appalti pubblici.

Nel primo capo d’imputazione viene contestato a Ciliberti e Scorza di essersi presentati in tre occasioni in un cantiere a Spezzano Albanese, dove un imprenditore stava eseguendo lavori per la posa in opera di porfido nel centro storico. La Procura antimafia di Catanzaro sostiene che in quelle occasioni i due avrebbero avanzato richieste di denaro di importo non precisato.

Nella ricostruzione fornita al gip, gli indagati avrebbero evocato modalità tipiche dei contesti mafiosi, presentandosi come «gli amici buoni» e sostenendo di dover “rendere conto” a un sodalizio più ampio. Sempre secondo la contestazione, avrebbero anche fatto riferimento a una “imbasciata” presso la criminalità organizzata di Cirò Marina, luogo di provenienza della persona offesa, prospettando una minaccia implicita in caso di rifiuto. L’estorsione non si sarebbe consumata per la mancata adesione dell’imprenditore. L’arco temporale indicato va da febbraio 2025 al 14 aprile 2025.

Il secondo episodio riguarda invece Giuseppe Ciliberti e un cantiere di San Lorenzo del Vallo, in via Carmelitani, relativo alla ricostruzione del nuovo plesso della scuola dell’infanzia, appaltato da enti pubblici. La Procura contesta che l’indagato avrebbe chiesto una somma pari al 6% del valore dell’appalto, quantificata in circa 40mila euro, anche qui con modalità ritenute riconducibili al metodo mafioso e con una minaccia implicita di ritorsioni. Anche in questo caso, l’evento non si sarebbe verificato per il rifiuto della persona offesa. La data indicata per questo episodio è l’11 novembre 2024.

La valutazione del Gip e il “contesto” cautelare

Nell’ordinanza, il gip Romano ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria, sottolineando - nell’impianto valutativo richiamato nella notizia - la “specularità” delle condotte contestate: bersagli sarebbero due imprenditori titolari di appalti pubblici, ritenuti esposti e vulnerabili proprio per la natura delle opere e dei cantieri. Per il secondo episodio, viene inoltre richiamata, in termini indiziari, una possibile connessione tra la richiesta di denaro del novembre 2024 e un successivo danneggiamento per incendio avvenuto durante la chiusura estiva del cantiere l’anno seguente.

I profili degli indagati

Nel provvedimento restrittivo è stato richiamato il profilo di Alessandro Scorza per legami familiari con soggetti già comparsi in precedenti vicende giudiziarie, tuttavia, non coinvolto in precedenti inchieste per reati associativi. Per Giuseppe Ciliberti viene ricordata la presenza di due precedenti di polizia risalenti al 2004 e al 2006.