Massi sono precipitati sulla carreggiata, mentre un muro è collassato lungo la strada provinciale che collega il centro a Castrovillari
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La frana a Saracena riaccende l’allarme sul fronte maltempo. Le precipitazioni persistenti degli ultimi giorni hanno provocato un nuovo smottamento su via della Fiumara, l’arteria che conduce al Laghetto e alle opere di captazione dell’acqua potabile che alimentano il paese. Massi sono precipitati sulla carreggiata, mentre un muro è collassato lungo la strada provinciale che collega il centro a Castrovillari.
Il sindaco Renzo Russo ha comunicato l’attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.), sottolineando la strategicità del tratto ora interdetto al traffico. La strada conduce infatti alle sorgenti che servono, oltre a Saracena, anche parte dei territori di Firmo, Spezzano Albanese, Terranova da Sibari e Tarsia. Un collegamento essenziale per l’approvvigionamento idrico e per la tenuta complessiva del sistema.
Strade isolate e criticità diffuse
Il nuovo cedimento si inserisce in un quadro già fragile. Nei giorni scorsi il territorio comunale era stato colpito da dissesti diffusi, con smottamenti e allagamenti che hanno interessato la Strada della Salina in località Puglisi, contrada Monaci, Venaglie, Dirma Fiumicello, Fellirose e altri tratti poderali e interpoderali a servizio dei fondi agricoli.
In diversi punti si registrano erosioni del piano viabile, solchi profondi, avvallamenti, dissesto delle banchine e occlusione di fossi e cunette. Condizioni che potrebbero aggravarsi in caso di ulteriori piogge, in un territorio già messo a dura prova dalla saturazione dei terreni.
Danni stimati per 350 mila euro
L’amministrazione comunale ha redatto una relazione tecnica trasmessa agli uffici regionali, raccogliendo anche l’attenzione del consigliere regionale Antonio Di Caprio. Una prima stima quantifica i danni in circa 350 mila euro, cifra destinata a crescere con il completamento dei sopralluoghi.
Il Comune ha formalmente investito della questione il presidente della Regione Roberto Occhiuto e il Dipartimento di Protezione Civile, chiedendo l’attivazione delle procedure per il riconoscimento dello stato di emergenza e per l’accesso a risorse straordinarie.


