Non sarà celebrato, almeno per il momento, il processo davanti alla Corte d'Assise di Cosenza nei confronti di Andrea Iaquinta, il 22enne di San Giovanni in Fiore imputato per il tentato omicidio aggravato di una giovane donna. La difesa ha infatti chiesto di definire il procedimento con il rito abbreviato, subordinandolo allo svolgimento di una perizia psichiatrica.

Il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Cosenza, Giusy Ferrucci, ha fissato l'udienza per il 15 settembre 2026, alle ore 10, per decidere sull'ammissione al rito abbreviato e sull'eventuale conferimento dell'incarico peritale. L'imputato, detenuto in carcere, è assistito dagli avvocati Salvatore Perri e Ferdinando Spina.

L'udienza sostituisce, allo stato, il giudizio immediato disposto nei confronti di Iaquinta. Il gip Claudia Pingitore aveva infatti accolto la richiesta della Procura di Cosenza, ritenendo sussistente l'evidenza della prova sulla base degli atti di indagine, tra cui la comunicazione di notizia di reato, i verbali di sommarie informazioni, la consulenza medico-legale e la documentazione sanitaria.

Secondo l'imputazione, il fatto risale al 1° gennaio 2026 e sarebbe maturato dopo la decisione della giovane donna di interrompere la relazione sentimentale con l'imputato. Secondo la ricostruzione accusatoria, Iaquinta l'avrebbe convinta a incontrarlo con il pretesto di mostrarle alcuni documenti giudiziari e, durante l'incontro, l'avrebbe minacciata per poi colpirla con un coltello a scatto con nove fendenti, raggiungendola al viso, al collo, al torace, a un avambraccio e a una mano.

Le lesioni riportate dalla persona offesa sono state giudicate gravissime. Dagli atti risultano ferite da taglio e da punta in diverse parti del corpo, esiti cicatriziali, sfregio permanente del viso e una frattura dentaria con conseguente pulpite irreversibile.

La Procura contesta ad Andrea Iaquinta il tentato omicidio aggravato, ritenendo che l'azione sia stata commessa nei confronti della persona con la quale aveva intrattenuto una relazione affettiva, cessata poco prima dei fatti. Secondo l'accusa, l'evento letale non si sarebbe verificato per cause indipendenti dalla volontà dell'imputato, in particolare per la reazione della vittima e per l'intervento di alcune persone che avrebbero interrotto l'aggressione. Contestato anche il porto fuori dall'abitazione del coltello a scatto utilizzato nell'episodio. La persona offesa è assistita dall'avvocato Luca Acciardi.