Una lettera trovata dagli investigatori, il cui contenuto resta ancora sconosciuto anche alla famiglia, e la paura che Rahel avrebbe manifestato nei confronti di qualcuno, tanto da non frequentare più regolarmente le lezioni. Sono alcuni degli elementi più delicati emersi nel corso della puntata della trasmissione Rai Chi l'ha visto?, che ha tentato di ricostruito gli ultimi giorni della studentessa etiope di 28 anni, scomparsa il 16 ottobre dal campus dell'Università della Calabria.

Secondo una collega, intervenuta in forma anonima, la giovane avrebbe smesso di seguire le lezioni perché intimorita e spaventata da un ragazzo. «Ho conosciuto Rahel perché mi aveva contattata per essere accompagnata a delle visite mediche, psicologiche, perché si sentiva spaventata, e anche ginecologiche», ha raccontato la ragazza.

Gli ultimi spostamenti restituiscono l'immagine di una giovane che appariva sola e in difficoltà. Uno studente della facoltà di Chimica ha riferito di averla incontrata alla stazione di Cosenza domenica 18 ottobre, intorno alle 00.30. Rahel gli avrebbe chiesto come reperire il numero di un taxi. «Mi sembrava molto scossa», ha ricordato. Quella notte la ragazza sarebbe poi riuscita a rientrare al campus.

Il 19 ottobre, giorno della scomparsa, Rahel non avrebbe seguito le lezioni, preferendo fermarsi al bar dell'università, un luogo che frequentava abitualmente. Giovanni, che lavora nel locale, ha raccontato di averla vista anche la sera precedente: aveva preso un cappuccino, si era seduta e aveva ascoltato musica.

Nel pomeriggio di quel giorno avrebbe effettuato diverse telefonate, contattando amici e familiari. Alle 17.40 risulta una chiamata verso un numero sconosciuto, mentre alle 18.38 è stato registrato l'ultimo accesso al suo account WhatsApp. Rahel avrebbe con sé i documenti, mentre il computer sarebbe rimasto nell'alloggio universitario. Prima di scomparire, inoltre, si sarebbe cancellata dai social network.

Il fratello Jonas, che ha sentito Rahel per l'ultima volta la domenica sera precedente alla scomparsa, è arrivato immediatamente in Calabria e ha deciso di non tornare in Germania finché non avrà notizie della sorella. Il suo è un appello carico di preoccupazione: «Rahel, torna, che ti aspetta. Torna a casa, abbiamo bisogno di te».