«Può essere un caso di emulazione». Isabella Marsilio, la professoressa accoltellata nei giorni scorsi da uno studente a Roma, interviene sulla vicenda di Lamezia Terme, dove un quattordicenne avrebbe pianificato un’aggressione con un coltello nei confronti della propria docente di italiano.

Il caso è stato affrontato oggi, mercoledì 23 settembre, nel corso di “Dentro la notizia”, il programma di Canale 5 condotto da Gianluigi Nuzzi. Marsilio è intervenuta telefonicamente, mettendo in relazione i due episodi soprattutto sotto il profilo del possibile effetto emulativo.

«È un ragazzo che può aver visionato anche tutto il filmato della preparazione del mio alunno. Può essere un caso di emulazione», ha osservato la docente.

«I social possono diventare terreno di cattura»

Nel suo intervento Marsilio ha concentrato l’attenzione soprattutto sull’esposizione dei giovanissimi ai contenuti che circolano online.

«Questi ragazzi fanno di tutto sui social, è veramente un mondo occulto terribile», ha detto, sottolineando la necessità di intervenire sul piano educativo e della prevenzione.

Secondo la docente, la particolare vulnerabilità degli adolescenti può renderli maggiormente esposti a dinamiche imitative o a contenuti capaci di influenzarne i comportamenti.

«Noi dobbiamo attivarci con ogni mezzo per tutelare questi ragazzi, soprattutto ragazzi di questa giovanissima età che ovviamente, non avendo ancora una personalità, un carattere, un pensiero strutturato, sono davvero alla mercé di tutti».

Il caso di Lamezia

La riflessione della professoressa arriva dopo la vicenda emersa a Lamezia Terme, dove, secondo quanto riferito, un ragazzo di 14 anni avrebbe preparato un’aggressione contro la propria insegnante di italiano.

Il piano sarebbe stato sventato grazie alla segnalazione di alcuni compagni di scuola.

È su questo punto che Marsilio richiama il rischio dell’emulazione, senza presentarlo come una certezza ma come una possibilità da non sottovalutare: «Sono proprio disponibili per ogni tipo di cattura social, anche le peggiori, come abbiamo potuto purtroppo avere modo di constatare».

Il suo intervento riporta così il tema oltre il singolo episodio, ponendo al centro il rapporto tra adolescenti, social network, modelli imitativi e capacità degli adulti di intercettare per tempo i segnali di disagio.