Corteo pacifico tra cori e striscioni contro il governo Meloni, al fianco di agricoltori e autotrasportatori. In piazza anche Gaia, che festeggia i suoi 18 anni manifestando per il futuro della sua generazione
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Mille studenti, di diverse scuole, diversi istituti, accomunati da un unico grido: basta crisi. Oggi la Cosenza giovane, quella degli studenti che non si arrendono e quella fatta da ragazzi che ben conoscono i propri diritti, ha mostrato il suo bel volto.
Non una vetrina rotta, non un disordine, non uno scontro con le forze dell’ordine, l’unica cosa ad essere presente era la voglia di cambiamento. Più di due ore di corteo, un alternarsi di cori, cartelloni, striscioni e discorsi improvvisati aventi il file rouge anti Meloni e Co.
Tanti gli istituti del cosentino che sono scesi in piazza contro il caro vita, tra questi l’istituto Da Vinci, Telesio, Pitagora, Valentini, Gioacchino da Fiore, Cosentino e Lucrezia della Valle.
«Ci ritroviamo a Piazza Kennedy per un cambiamento. Questo è un governo che non rispetta più le famiglie ed i lavoratori» - dice uno degli organizzatori della manifestazione (un rappresentante d’istituto, ndr) - «oggi vogliamo manifestare tutto il nostro dissenso, vogliamo che si senta tutta la nostra disapprovazione verso l’intero esecutivo che ormai ha fallito.»
C’è anche chi, forse a ragion veduta, lamenta l’assenza dei media nazionali e l’assenza di notizie da parte dei vari telegiornali nazionali. «perché fa notizia se cinquanta criminali distruggono una città (del Nord) e non se mille studenti manifestano pacificamente al fianco delle categorie oggi giorno più fragili? Solo perché siamo al Sud?» questo il dubbio di una ragazza che tiene con le sue mani un cartellone con la frase “il potere della gente è più forte della gente al potere”.
Tanti i cori contro il ministro degli Interni Matteo Piantedosi, il vicepremier Matteo Salvini reo, secondo gli studenti, di non aver fatto propria la lotta degli agricoltori e colpevole per aver offerto loro «un becero contentino».
Raggiunto verso la fine della manifestazione, un altro organizzatore di questa manifestazione civile e pacifica degli studenti, ha offerto il suo resoconto: «stamattina, a Cosenza come in altre città, abbiamo scelto da che parte stare» continua «è paradossale il messaggio che sta passando, non esistono studenti al nord violenti ed al sud pacifici. Esistono studenti incazzati vittime di un disagio sociale uguale, a Milano come a Cosenza. Chi sfascia vetrine non è uno studente, è uno che con la manifestazione c’entra poco». Sugli agricoltori poi, le idee sono chiare: «noi siamo al loro fianco. L’Italia si regge sul loro lavoro, su chi manca da casa per giorni intere per portare il pane. Non possiamo non dargli voce. Ecco perché oggi ci sono anche loro». Di fatti, a chiudere il corteo di ragazzi, erano presenti anche diversi agricoltori ed autotrasportatori che si sono detti «rincuorati nel vedere che studenti, quindi giovani, siano più attenti a queste tematiche rispetto a chi dovrebbe – per mestiere – occuparsi dei nostri problemi. C’è speranza in questa generazione».
Anche una mamma tra le manifestanti
«Protestare è l’ultima cosa che c’è rimasta. I ragazzi stanno vivendo un periodo difficile. Io, da mamma, sono preoccupata: i ragazzi non hanno riferimenti, la famiglia da sola non basta».
Tra le tante studentesse, ed i tanti volti, si scova un mazzo di rose ed una giovane ragazza, avvicinata ai nostri microfoni risponde sorridente: «Oggi compio 18 anni, ecco perché i fiori».

Un giorno di festa, per Gaia Corbelli da poche ore entrata nel mondo degli adulti, quegli adulti però protagonisti di «scelte sbagliate». Un compleanno all’insegna della difesa del proprio futuro, qui dove lei è nata e qui dove lei vuole crescere.

