Piena vicinanza ai carabinieri intervenuti nell’abitazione di Mohamed Amin Bessioud e una richiesta al Comando generale: accelerare la distribuzione delle body cam a tutte le pattuglie. Il Sim Carabinieri Calabria interviene sulla morte del venticinquenne, precipitato dal balcone della propria abitazione a Cosenza durante un controllo eseguito dai militari dell’Arma.

Il sindacato invita ad attendere l’esito degli accertamenti e a evitare ricostruzioni sommarie mentre la Procura di Cosenza sta cercando di chiarire la dinamica dell’accaduto e le modalità dell’intervento.

«Fiducia nella professionalità dei militari»

Nel documento, il Sim esprime «piena vicinanza e sostegno» ai carabinieri coinvolti e ribadisce la propria fiducia nella professionalità, nell’equilibrio e nel senso del dovere degli operatori.

Il sindacato sottolinea come i militari siano chiamati quotidianamente a intervenire in situazioni imprevedibili e ad alto rischio, nelle quali devono spesso assumere decisioni immediate per tutelare i cittadini e la propria incolumità.

«Siamo certi che le indagini, condotte con il consueto rigore e nella massima imparzialità, consentiranno di fare piena luce sull’accaduto e di accertare con assoluta chiarezza ogni circostanza della vicenda», afferma il Sim.

La correttezza dell’operato dei carabinieri dovrà essere verificata dagli organi competenti. Al momento non risultano responsabilità accertate e le diverse ricostruzioni emerse saranno sottoposte al vaglio della magistratura.

L’invito a evitare processi mediatici

Il Sim esprime piena fiducia nella magistratura, alla quale spetta il compito di ricostruire i fatti nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

«Riteniamo fondamentale evitare processi mediatici e giudizi sommari, lasciando che siano le autorità competenti a ricostruire con precisione quanto accaduto», si legge nella nota.

La Procura ha aperto un’inchiesta sulla morte di Mohamed Amin Bessioud e disposto l’autopsia. Gli accertamenti dovranno ricostruire le fasi della perquisizione, confrontare le testimonianze e verificare ogni circostanza precedente alla caduta dal balcone.

La richiesta delle body cam

Il caso riporta al centro del confronto l’utilizzo delle telecamere indossabili durante gli interventi. Il Sim riconosce che la distribuzione delle body cam è già stata avviata, ma considera necessario completarla rapidamente per consentire a ogni equipaggio impegnato nel controllo del territorio di utilizzare il dispositivo.

«Le body cam non sono un mezzo di controllo del personale, bensì una garanzia di trasparenza, di tutela reciproca e di certezza dei fatti», sostiene il sindacato.

Secondo il Sim, le registrazioni integrali degli interventi proteggerebbero sia i cittadini sia i militari, offrendo agli investigatori elementi oggettivi per ricostruire episodi sui quali possono emergere versioni differenti.

L’appello al Comando generale

Il Sim Carabinieri Calabria rinnova quindi la richiesta al Comando generale dell’Arma affinché le body cam siano assegnate con urgenza a tutte le pattuglie operative.

«In un’epoca in cui ogni episodio rischia di essere giudicato attraverso ricostruzioni parziali o frammentarie, la disponibilità di registrazioni complete rappresenta uno strumento indispensabile per assicurare verità, imparzialità e giustizia», conclude il sindacato.