La Procura ha disposto l’autopsia. Lunedì scorso il giovane era stato condannato a 10 mesi di reclusione. Ai domiciliari stava scontando una pena a 3 anni e 8 mesi per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed era indagato in un altro procedimento penale
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Il sostituto procuratore di Cosenza Marco Mattia, pubblico ministero di turno, ha disposto l’autopsia sul corpo di Mohamed Amin Bessioud, il venticinquenne di origine tunisina morto dopo essere precipitato dal balcone dell’abitazione in cui si trovava sottoposto a una misura domiciliare. L’esame servirà a chiarire le cause del decesso, mentre proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell’episodio e sulle modalità della perquisizione eseguita dai carabinieri.
Lunedì 20 luglio Bessioud era stato condannato a dieci mesi di reclusione per il rinvenimento, all’interno della sua abitazione, di circa 175 grammi di hashish. Il giudice monocratico Tricò, tenuto conto delle condizioni cliniche dell’imputato, lo aveva autorizzato a frequentare il Centro di salute mentale di piazza Amendola e il Servizio per le dipendenze. Secondo quanto riferito dalla famiglia, il percorso presso il Csm era stato autorizzato anche dal magistrato di sorveglianza Giuseppe Greco.
Sul giovane gravava inoltre una condanna definitiva a tre anni e otto mesi per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il procedimento era scaturito da un controllo stradale eseguito nell’ambito di un’inchiesta inizialmente coordinata dalla Procura di Castrovillari. Nell’automobile sulla quale viaggiavano Bessioud e un altro giovane cosentino, identificato con le iniziali D.F., erano stati trovati circa 200 grammi di droga e 30mila euro in contanti. I due, secondo la ricostruzione investigativa, erano diretti verso nord.
Dopo l’arresto, l’allora sostituto procuratore di Castrovillari Veronica Rizzaro, oggi in servizio alla Procura di Cosenza, aveva chiesto e ottenuto l’attivazione di intercettazioni ambientali per approfondire i rapporti dei due indagati ed eventuali ulteriori collegamenti. Il procedimento è stato successivamente trasferito a Cosenza. Di recente è stata disposta una proroga delle indagini riguardanti Bessioud, D. F. e altri soggetti.
Nel corso della perquisizione durante la quale si è verificata la morte del venticinquenne, i carabinieri avrebbero rinvenuto altri 150 grammi di hashish. Nel quadro delineato dagli investigatori, Bessioud era considerato uno spacciatore al dettaglio e un consumatore abituale di sostanze stupefacenti, con assunzioni quotidiane anche ripetute.
Persone vicine al giovane riferiscono che la sua vita sarebbe cambiata radicalmente dopo il primo e unico periodo trascorso in carcere, dal novembre 2024 al novembre 2025. La detenzione era stata disposta con un provvedimento restrittivo firmato dal gip di Castrovillari Biagio Politano.
La famiglia ha inoltre riferito che Bessioud aveva già compiuto un gesto autolesionistico nel marzo scorso, procurandosi una ferita a un braccio. Al momento dell’intervento dei carabinieri avrebbe avuto una crisi di panico e si sarebbe mostrato particolarmente agitato. La madre avrebbe chiesto ai militari di aiutarla a calmarlo.
Secondo le informazioni finora raccolte, la donna non si trovava nella stanza durante la perquisizione. All’interno sarebbero rimasti Bessioud e i due carabinieri intervenuti. Anche questa circostanza dovrà essere verificata per ricostruire la sequenza degli avvenimenti e accertare le modalità con cui è stato eseguito l’atto.
Il giovane è poi precipitato dal balcone dell’appartamento, situato al terzo piano di uno stabile di Cosenza. La Procura dovrà stabilire che cosa sia accaduto nei momenti immediatamente precedenti e procedere al corretto inquadramento giuridico del fatto, verificando anche la sussistenza di eventuali responsabilità penali nella condotta dei militari.
La madre ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia nei confronti dei carabinieri intervenuti. La famiglia è assistita dall’avvocato Alessandro Osvaldo Rocca.


