Il gupdel Tribunale di Castrovillari Luca Fragolino ha chiuso l’udienza preliminare sull’inchiesta per il crollo del Viadotto Ortiano II – il cosiddetto “ponte di Longobucco” – disponendo il rinvio a giudizio di sei imputati e pronunciando una serie di proscioglimenti per altri indagati.

Rinviati a giudizio: processo ordinario dal 16 giugno

Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio di Aldo Madeo, Gianfranco Volpe, Gianpiero Alfonso Ammirato, Domenico Renda, Salvatore Arcuri e Domenico Turro. Il procedimento ordinario si aprirà davanti al tribunale collegiale di Castrovillari il 16 giugno. Si tratta di tecnici e dirigenti Anas.

Per questo filone, il collegio difensivo è composto dagli avvocati Michele Donadio, Nicola Candiano, Guido Siciliano, Pierluigi Pugliese, Mauro Magnelli e Roberto Le Pera.

Prosciolti: “non aver commesso il fatto” e assenza di “ragionevole previsione di condanna”

Il gup ha invece pronunciato proscioglimenti per una parte degli indagati.

Sono stati prosciolti per non aver commesso il fatto:

  • Demetrio Carmine Festa, difeso dagli avvocati Paolo Cristofaro e Michele Franzese
  • Gian Franco Capiluppi, difeso dagli avvocati Paolo Cristofaro e Michele Franzese
  • Emilio Michele Caravetta, difeso dagli avvocati Paolo Cristofaro e Michele Franzese
  • Alfonso Rocco Ruffolo, difeso dall’avvocato Michele Franzese

Sono stati inoltre prosciolti Mariano Mari, difeso dall’avvocato Michele Franzese, e Luigi Zinno, difeso dall’avvocato Nicola Carratelli. In questo caso gli elementi acquisiti non hanno consentito di formulare una ragionevole previsione di condanna. I motivi della decisione sono riservati.

Il contesto: il crollo del 3 maggio 2023 e l’inchiesta della Procura

L’inchiesta riguarda il crollo avvenuto il 3 maggio 2023 del Viadotto Ortiano 2, opera realizzata nove anni prima per l’attraversamento di un fiume. Quel giorno, secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini, il corso d’acqua era ingrossato per il maltempo e il ponte venne chiuso perché già considerato a rischio dopo la registrazione di uno smottamento nelle vicinanze.

La Procura di Castrovillari, rappresentata nel procedimento penale dal procuratore capo Alessandro D’Alessio e del pubblico ministero Veronica Rizzaro (oggi in servizio presso la Procura di Cosenza, ndr) – aveva chiuso le indagini nei confronti di dodici persone, avviando anche i primi interrogatori con tecnici e professionisti coinvolti.

Le contestazioni: modifiche al progetto e tema dei micropali

Nel quadro accusatorio ricostruito nella fase delle indagini preliminari, uno dei punti centrali riguardava la presunta modifica del progetto: il progetto definitivo prevedeva 32 micropali sotto i plinti di fondazione dei viadotti per prevenire il rischio di scalzamento, ma - secondo la prospettazione dell’accusa - in sede di gara sarebbero state accettate modifiche dell’impresa aggiudicataria con riduzione a 15 micropali e collocazione sotto solo alcuni plinti, senza un’adeguata valutazione dei rischi idraulici e del rischio di costruzione in alveo.

Un secondo filone di contestazioni, sempre nella ricostruzione della Procura, era relativo ai passaggi successivi: l’accettazione di una modificazione ritenuta sostanziale, il deposito del progetto e la realizzazione dell’opera in una configurazione diversa da quella iniziale, fino ai profili legati al collaudo e alle attività di controllo e manutenzione.

Lavori e ricostruzione

A un anno dal crollo, Anas aveva avviato i lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto, con opere collaterali per mitigare il rischio idraulico. Ora si fa sul serio: il rito ordinario comincerà, come detto, il 16 giugno davanti al tribunale collegiale di Castrovillari.