
Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti

Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti

Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti

Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti

Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti

Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti

Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti

Processo "Reset", tutti inammissibili i ricorsi presentati contro il giudice Giacchetti
Tutti inammissibili i ricorsi delle difese presentati avverso la richiesta di ricusazione del giudice Fabiana Giacchetti, titolare del processo abbreviato di “Reset“. Lo ha stabilito la Cassazione, seconda sezione penale, al termine della camera di consiglio non partecipata.
Già in precedenza la Suprema Corte aveva dichiarato inammissibili i reclami proposti dagli imputati Fiore Bevilacqua alias “Mano Mozza” e Antonio Manzo. Questa volta gli ermellini hanno valutato le censure difensive avanzate, attraverso gli avvocati di fiducia, da Francesco Patitucci, boss di Cosenza, Antonio Abbruzzese detto Banana, Alessandro Cariati, Andrea Greco, Silvia Guido, Massimo Giuseppe Maione, Erminio Pezzi, Andrea De Giovanni e dai vertici della famiglia Abbruzzese “Banana” di Cosenza, vale a dire Luigi, alias “Pikachu”, e Marco, alias “Lo Struzzo”. Il prossimo 23 aprile toccherà invece a Rocco Abbruzzese, Francesco Curcio e Antonio Abruzzese, alias “Strusciatappine”. Ad esprimersi sarà sempre la seconda sezione penale.
Ci sono diverse letture rispetto alla decisione della Cassazione, ma per capire cosa pensano i giudici di legittimità dovremo attendere le motivazioni. Le difese infatti ritengono che il giudice Giacchetti, sulla scorta dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, non possa presiedere il rito abbreviato, in quanto ha emesso una valutazione di merito, firmando il decreto che ha disposto il giudizio per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario.
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