I legali dei genitori: «Nessuna opposizione alla richiesta del pm». Indagini ancora aperte sulla clinica “Sacro Cuore” di Cosenza
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Non ci sarà opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti di Omogo Moses, marito di Rosa Vespa, la donna che il 21 gennaio 2025 rapì una neonata dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza. La decisione è stata comunicata dai legali delle parti civili, che rappresentano i genitori della piccola Sofia e i nonni.
In una nota congiunta, gli avvocati Chiara Penna, Paolo Pisani, Giorgio Raffaele Loccisano e Natasha Gardi spiegano di aver preso atto della richiesta formulata dal pubblico ministero Antonio Bruno Tridico e di aver deciso di non presentare opposizione. Una scelta che, precisano, si fonda sugli esiti delle consulenze tecniche disposte nel corso delle indagini.
Il peso delle perizie
Al centro della decisione ci sono le conclusioni delle perizie psichiatriche sulla posizione di Rosa Vespa. I consulenti nominati dal gip, la dottoressa Benigno, avrebbero infatti escluso profili di incapacità di intendere e di volere. «Le conclusioni peritali sono chiare, nette e concordi», evidenziano i legali, richiamando il lavoro del professor Di Nunzio, della dottoressa Bolzoni e della dottoressa Costantini.
Secondo la nota, tali risultanze sarebbero sovrapponibili a quelle già espresse dal consulente del pubblico ministero, il professor Paolo De Pasquali. Dello stesso avviso anche i consulenti di parte civile, tra cui il professor Stefano Ferracuti, la professoressa Simonetta Costanzo e la dottoressa Flamina Bolzan, che avrebbero sottolineato la pianificazione dell’azione.
I legali parlano infatti di un modus operandi «pianificato e organizzato», caratterizzato da strategie semplici ma mirate a eludere controlli e ricostruzioni investigative. Da qui la convinzione che la donna abbia agito autonomamente.
La posizione di Moses
Alla luce di questo quadro, le parti civili hanno ritenuto coerente non opporsi all’archiviazione nei confronti di Moses. «Non vi è mai stato alcun interesse a individuare ulteriori soggetti a ogni costo o ad alimentare processi mediatici», chiariscono gli avvocati, ribadendo che l’obiettivo resta «il pieno accertamento della verità».
Pur segnalando alcune criticità legate alla fase successiva al rapimento, la difesa delle persone offese ha ritenuto che gli elementi raccolti non giustifichino una contrapposizione alla richiesta del pm.
Indagini ancora aperte sulla clinica
Resta invece aperto il fronte relativo alla struttura sanitaria. I legali annunciano che proseguirà l’attività difensiva in relazione alla posizione della clinica Sacro Cuore, rispetto alla quale le indagini sono ancora in corso.
L’attenzione si concentra sui sistemi di controllo e vigilanza interni alla struttura. In particolare, si punta a chiarire come sia stato possibile per Rosa Vespa effettuare più sopralluoghi, entrare ripetutamente nella clinica e uscire indisturbata con una neonata di un solo giorno, sottraendola alla madre ricoverata dopo un parto cesareo.

