La Croce Rossa dice arrivederci a Rende. Con una decisione che ha sollevato indignazione, la gestione commissariale del Comune aveva ordinato lo sgombero immediato della sede operativa di contrada Rocchi e dei locali del Centro Operativo Misto di Protezione Civile di Piazza Matteotti, dove erano custoditi mezzi e materiali del settore Emergenza della Croce Rossa Italiana – Comitato di Cosenza. Lo hanno fatto sapere direttamente i volontari con un post social.

«Una scelta – dicono dalla Croce Rossa – avvenuta senza alcuna interlocuzione con l’associazione, nonostante le richieste ufficiali di dialogo e incontro inoltrate via PEC dai responsabili del Comitato. Nessuna risposta, nessun confronto. Solo un atto amministrativo che mette fine alla presenza fisica della Croce Rossa sul territorio rendese».

La sede di contrada Rocchi non era solo un luogo logistico, ma un vero e proprio presidio di prossimità. Durante la pandemia, da lì sono partite alcune delle attività più cruciali per la popolazione: il centralino Covid per le richieste di aiuto, i test sierologici gratuiti, l’organizzazione dei tamponi in modalità drive-in presso l’area mercatale, la distribuzione di alimenti e farmaci salvavita, il supporto agli hub vaccinali di Rende. Tutto svolto dai volontari della Croce Rossa con competenza, spirito di servizio e senza ricevere alcun compenso. Anni di impegno che hanno rafforzato il legame con la cittadinanza e con le istituzioni del territorio.

Eppure, oggi, quel presidio viene smantellato. Per la Croce Rossa una scelta che ha il sapore dell’ingiustizia, in un momento storico in cui il ruolo del volontariato dovrebbe essere riconosciuto e sostenuto. Il caso di Rende segue di pochi mesi lo sfratto subito dal Comitato della Croce Rossa di Paola, poi accolto dal vicino Comune di Fuscaldo grazie a un atto di responsabilità istituzionale.

Il Comitato CRI di Cosenza non sarà più fisicamente presente sul territorio rendese, ma continuerà a operare a favore dei più vulnerabili e a supportare le amministrazioni che sceglieranno di valorizzare la collaborazione con l’Associazione. A Rende resta l’amarezza per un epilogo evitabile e per una pagina che si chiude senza rispetto per chi, ogni giorno, ha scelto di esserci per gli altri.