La competenza “lascia” la Calabria per una questione tecnica: i 3.800 euro al mese per la vettura di servizio sono stati incassati nell’agenzia della Capitale dove il presidente della giunta regionale ha il proprio conto corrente. Come nasce questo filone d’inchiesta
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
L’indagine sui rimborsi per l’auto blu di Roberto Occhiuto cambia titolare: da Catanzaro la competenza passa a Roma per una questione tecnica. Il reato, infatti, si compirebbe nel momento e nel luogo dell’incasso. I bonifici dei rimborsi, infatti, sono stati incassati presso l’agenzia della Capitale dove il presidente della Regione ha il suo conto. È il Fatto Quotidiano a raccontare che un fascicolo aperto per il reato di truffa è ora nelle mani dei pm romani: nelle scorse settimane LaC News24 aveva anticipato che la vicenda degli accertamenti sull’auto del governatore era parte della più vasta inchiesta sulla Cittadella regionale che vede Occhiuto indagato per corruzione anche riguardo ad altre vicende per le quali la competenza resta ai magistrati di Catanzaro.
La questione è nota: il presidente usufruisce – secondo una delibera del Consiglio regionale del 28 marzo 2013 – di un contributo di 3.893 euro destinato al noleggio dell’auto blu. La voce compare tra i compensi ufficiali sul sito del Consiglio regionale. Il fatto è che altri assegni sono stati firmati, per mesi, dal Dipartimento Economia della Cittadella per il noleggio di un’Audi A6 da 245 cavalli. Chi paga realmente? E quante volte, soprattutto, i calabresi pagano per il mezzo di rappresentanza del presidente? In questo quadro si inserisce una nuova domanda sollevata in un’informativa il cui contenuto è riportato dal Fatto: quante erano le auto a disposizione di Occhiuto?
La questione sarebbe arrivata da poco sul tavolo del procuratore aggiunto di Roma Giuseppe De Falco. La genesi di questo approfondimento investigativo è da ricercare in un’intercettazione contenuta nell’inchiesta madre. I militari della Guardia di finanza avrebbero tratto spunto da una conversazione tra il manager pubblico (ed ex socio di Occhiuto, nonché ex collaboratore della sua compagna Matilde Siracusano, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri) Paolo Posteraro e sua moglie. Il contenuto dell’intercettazione è riassunto in un’informativa della Guardia di Finanza: «Con riferimento all’autovettura Audi Q4 Sportback 40 E-Tron, nella disponibilità di Occhiuto, Posteraro riferiva alla moglie “gliene pago un’altra in forza della quale lui pija un bel rimborso dalla Regione!”». L’ipotesi investigativa riferita dal Fatto Quotidiano è che Occhiuto usasse un’auto per l’esercizio delle sue funzioni nonostante fruisse già di un’altra automobile pagata sempre dalla Regione. Fatti da sottoporre a ulteriori verifiche che, a questo punto, competono alla Procura di Roma.


