Nuova attenuazione della misura per il vicepresidente del Consiglio comunale, sospeso dalla Prefettura. L’indagato respinge le accuse
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Roberto Sacco sospeso dalla carica di consigliere
Revocati gli arresti domiciliari a Roberto Sacco. Nei confronti del vicepresidente del Consiglio comunale di Cosenza, sospeso dalla Prefettura dopo l’applicazione della misura cautelare, è stato disposto l’obbligo di dimora nel territorio comunale del capoluogo bruzio.
Si tratta di una nuova attenuazione del regime cautelare applicato nell’ambito del procedimento penale nel quale Sacco è indagato per le ipotesi di estorsione e maltrattamenti in famiglia ai danni della convivente. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie.
Dal carcere ai domiciliari
Sacco era stato inizialmente raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’ufficio gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica, coordinata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla. Dopo l’esecuzione del provvedimento era stato condotto nella casa circondariale di via Popilia.
Al termine dell’interrogatorio di garanzia, il giudice aveva sostituito la detenzione in carcere con gli arresti domiciliari. In quella sede Sacco aveva respinto integralmente le accuse, fornendo la propria versione sui fatti contestati. L’indagato è assistito dagli avvocati Filippo Cinnante e Mario Bonavita.

