È stato convalidato il fermo del quarantenne indicato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere come il presunto autore dell’aggressione costata la vita a Guido Roviello, cittadino italiano di 62 anni senza fissa dimora. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere.

L’episodio risale al pomeriggio del 19 agosto 2026. Intorno alle ore 15, in piazza Sant’Anna a Caserta, Roviello sarebbe stato aggredito al termine di un alterco che, secondo la ricostruzione investigativa, riguardava il mancato pagamento di un debito di 50 euro.

Il sessantaduenne, trasportato all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, è deceduto il 21 agosto per le conseguenze delle ferite riportate, come riferito anche dall’Ansa.

Le testimonianze e le immagini di videosorveglianza

Le indagini sono state condotte dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere diretta dal magistrato Pierpaolo Bruni.

L’identificazione del presunto responsabile sarebbe avvenuta attraverso le dichiarazioni raccolte dalle persone presenti in piazza e l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza attivi nella zona.

La Procura indica l’indagato come un quarantenne di cittadinanza romena, anche lui privo di una dimora stabile. 

Il fermo convalidato dal gip

Dopo essere stato individuato, il quarantenne è stato interrogato dal pubblico ministero. Secondo quanto riferisce la Procura, durante l’atto investigativo avrebbe sostanzialmente ammesso i fatti.

L’uomo è stato quindi sottoposto a fermo perché ritenuto gravemente indiziato del reato di omicidio aggravato dai futili motivi. Il gip ha successivamente convalidato il provvedimento e applicato la misura cautelare della custodia in carcere.

La ricostruzione del debito da 50 euro e l’attribuzione dell’aggressione rappresentano, allo stato, la tesi dell’accusa e dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

Le indagini sono ancora nella fase iniziale

L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari. La convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità.

Come precisato dalla stessa Procura, l’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza irrevocabile. Il giudice chiamato a esaminare il merito della vicenda potrà inoltre giungere a conclusioni differenti rispetto al quadro indiziario delineato in questa fase.