A oltre tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, la terza tappa del Festival ha riportato al centro il tema del soccorso in mare, delle responsabilità e del diritto alla verità. Testimonianze, fotografia e cinema per contrastare l’oblio
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Memoria, verità e resistenza civile. Sono stati questi i temi al centro della terza tappa del Festival delle Migrazioni 2026, che a Cerzeto ha dedicato una giornata al ricordo delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro, costato la vita ad almeno 94 persone. A distanza di oltre tre anni da quella tragedia, il confronto ha riportato l’attenzione sul soccorso in mare, sulle responsabilità e sulla necessità di continuare a interrogarsi su quanto accaduto, affinché Cutro non venga consegnata all’oblio.
L’incontro è stato aperto dal sindaco Silvio Cascardo e da Maria Ida Barbuto, coordinatrice del progetto SAI, e moderato dal giornalista e ricercatore Francesco Donnici. Al confronto hanno partecipato Giuseppe Pipita, direttore de Il Crotonese, Bruno Palermo, Giacomo Donadio di Carovane Migranti e Vittorio Alessandro, già Ammiraglio della Guardia Costiera.
Le loro testimonianze hanno permesso di affrontare da prospettive diverse una delle tragedie più drammatiche degli ultimi anni lungo le coste calabresi, ponendo al centro il valore del soccorso e il diritto della collettività a conoscere la verità.
Le immagini per non dimenticare
La memoria è passata anche attraverso la fotografia con “I sogni attraversano il mare”, la mostra di Giuseppe Pipita composta da 94 immagini, una per ciascuna delle vittime identificate del naufragio.
Un progetto che trasforma la fotografia in uno strumento di memoria e restituisce un volto e una storia alle persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Alla dimensione fotografica si è aggiunta quella cinematografica con la proiezione del docufilm “Cutro 94…and more”, diretto dal regista Angelo Resta. Anche il cinema diventa così una forma di resistenza all’oblio, capace di alimentare attenzione, memoria e partecipazione civile.
Nel corso della giornata sono intervenute inoltre Ghada Shihadeh e Maria Ida Barbuto, prima della conclusione affidata alla musica di Danilo Sacco. La tappa di Cerzeto ha così ribadito uno degli obiettivi centrali del Festival delle Migrazioni: costruire occasioni di confronto sui fenomeni migratori partendo dalle storie, dalle persone e dalla memoria collettiva. Il viaggio del Festival prosegue ora verso la prossima tappa.
L’appuntamento è per il 27 agosto 2026 a Bisignano, in provincia di Cosenza.

