Il giudice del Tribunale di Castrovillari, Annamaria Grimaldi, ha disposto una perizia psichiatrica su Giovanni Scorza, il 41enne di Corigliano Rossano accusato del tentato omicidio di Salvatore Morfò, indicato nelle precedenti ricostruzioni investigative come figura di rilievo della criminalità locale di Rossano.

La decisione è arrivata su richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Pasquale Naccarato, che in apertura di udienza ha prospettato la volontà di accedere al rito abbreviato condizionato proprio all’espletamento dell’accertamento psichiatrico. L’udienza è stata quindi rinviata per il conferimento dell’incarico al perito.

Il procedimento era approdato davanti al giudice dopo la richiesta di giudizio immediato avanzata dal sostituto procuratore Flavia Stefanelli della Procura di Castrovillari e accolta dal gip Orvieto Matonti. All’imputato vengono contestati, a vario titolo, i reati di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina e ricettazione.

I fatti risalgono all’agguato avvenuto a Rossano, nel territorio di Corigliano Rossano, in via Pietro Romano, nei pressi di un locale pubblico. Secondo la ricostruzione accusatoria, Morfò sarebbe stato richiamato all’esterno per un chiarimento e, dopo poche battute, la situazione sarebbe degenerata. L’uomo ritenuto responsabile avrebbe estratto una pistola ed esploso due colpi a distanza ravvicinata, ferendo gravemente il 69enne in parti del corpo considerate particolarmente delicate per la presenza di organi vitali.

La vittima, subito dopo l’agguato, è stata soccorsa e trasportata all’ospedale di Rossano, sottoponendosi a un intervento chirurgico d’urgenza.

I rilievi dei carabinieri

Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano, che dopo l’allarme hanno avviato i primi accertamenti, eseguendo rilievi sul posto e attività investigative per ricostruire la dinamica dell’episodio e risalire al presunto autore. Nelle prime ore successive al ferimento, secondo quanto emerso, anche i magistrati della Procura si erano recati sul luogo dell’agguato per seguire da vicino i primi passaggi investigativi.

Scorza è stato poi rintracciato in un’abitazione nel centro di Rossano, dove si era barricato per oltre tre ore prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

L’interrogatorio

Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Matonti, l’imputato avrebbe risposto alle domande sostenendo che l’incontro fosse stato richiesto per chiarire alcuni contrasti avuti nei giorni precedenti con il genero della vittima. Avrebbe inoltre escluso problemi diretti con Morfò e negato una pianificazione dell’agguato.

Resta centrale, nell’impianto accusatorio, il tema dell’arma e della dinamica degli spari. Scorza avrebbe riferito di aver iniziato a portare con sé la pistola dopo presunte minacce ricevute nei giorni precedenti da persone non identificate e con il volto coperto. Secondo la ricostruzione investigativa, invece, la discussione sarebbe precipitata rapidamente fino all’esplosione dei due colpi contro Morfò, rimasto a terra in gravi condizioni.

Sempre secondo le indagini, l’arma sarebbe stata nascosta nel cappotto e i colpi sarebbero stati esplosi mentre la pistola si trovava ancora nella tasca. Su questi passaggi, e più in generale sulla dinamica dell’episodio, sarà il processo a chiarire responsabilità e ricostruzione definitiva.