C'è anche il nome del cosentino Ferdinando Gentile tra i destinatari delle misure cautelari disposte dalla giudice per le indagini preliminari di Torino, Giulia Caveglia, nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri con le forze dell'ordine avvenuti durante la manifestazione del 31 gennaio contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Per l'attivista sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Figura molto nota nell'area urbana di Cosenza, Gentile è un sindacalista e tra i fondatori di Prendocasa Cosenza, raggruppamento attivo sul fronte dell'emergenza abitativa, oltre che del collettivo La Base, realtà di riferimento per numerose battaglie sociali sul territorio calabrese.

Secondo il provvedimento del Gip, come riporta il portale torinocronaca.it, a Gentile viene contestato un ruolo «apicale» nella fase logistica ed esecutiva della protesta. Gli accertamenti della Procura gli attribuiscono in particolare il noleggio e la guida di un furgone Unirent, a bordo del quale sarebbero stati trasportati dodici scudi artigianali in metallo, poi distribuiti ai manifestanti travisati all'incrocio tra corso San Maurizio e via Rossini e impiegati contro gli agenti. Pur evidenziando che Gentile risulta incensurato e non è stato ripreso in atti di violenza diretta, l'ordinanza sottolinea come la sua presenza a volto scoperto alla testa del corteo abbia fornito un contributo morale e materiale alla pianificazione dei disordini, ritenuti non estemporanei.

Immediata la reazione del collettivo cosentino La Base, che ha diffuso una nota di dura condanna contro la misura giudiziaria. Nel comunicato, le ordinanze della magistratura torinese vengono definite una «rappresaglia e una vendetta politica» tesa a criminalizzare l'opposizione sociale, il dissenso contro il carovita e le politiche di guerra. Il movimento rivendica la partecipazione alla mobilitazione torinese - che contò oltre 50.000 presenze - e respinge l'ipotesi repressiva: «La solidarietà è lo strumento che impedisce a qualunque governo di fermare le lotte». Annunciando nuove iniziative a sostegno di Gentile e degli altri indagati, La Base ha già fissato il ritorno in piazza per il 20 novembre in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil.