La quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura ha proposto il magistrato cosentino Massimo Forciniti per l’incarico direttivo di presidente del Tribunale di Crotone. La proposta ha ottenuto quattro voti durante la seduta del 17 settembre 2026 dedicata al conferimento degli uffici direttivi e semidirettivi.

Forciniti ricopre attualmente l’incarico di presidente di sezione del Tribunale di Catanzaro. La pratica esaminata dalla Commissione riguarda il riesame della procedura per la presidenza del Tribunale di Crotone, rimasta vacante dopo la fine del mandato ricoperto dalla dottoressa Maria Vittoria Marchianò, attuale consigliera togata del Csm in quota Magistratura indipendente.

La proposta per Massimo Forciniti

Il magistrato era stato uno dei candidati nella precedente procedura per l’assegnazione dell’ufficio direttivo. L’incarico era stato conferito dal Plenum del Csm, con la delibera del 19 febbraio 2025, a Maria Luisa Mingrone.

Forciniti aveva impugnato la nomina davanti alla giustizia amministrativa. Dopo il rigetto del ricorso da parte del Tar del Lazio, il magistrato, assistito dall’avvocato Francesco Izzo, si era rivolto al Consiglio di Stato.

La Settima sezione, con una sentenza pubblicata il 4 giugno 2026, aveva accolto l’appello, riformato la pronuncia di primo grado e annullato gli atti della procedura, compresa la delibera con cui il Csm aveva assegnato l’incarico a Mingrone.

Perché il Consiglio di Stato annullò la precedente nomina

La controversia riguardava la possibilità per Mingrone di partecipare nuovamente alla selezione per la presidenza dello stesso Tribunale. La magistrata aveva già guidato l’ufficio giudiziario di Crotone dal 30 settembre 2008 al 17 settembre 2015 e aveva ottenuto la conferma nell’incarico con una delibera del 20 novembre 2013.

Il Tar aveva ritenuto che la preclusione potesse operare soltanto dopo il completamento degli otto anni previsti per l’esercizio delle funzioni direttive. Il precedente incarico di Mingrone era durato sei anni e undici mesi.

Il Consiglio di Stato aveva adottato una lettura diversa. Secondo i giudici amministrativi, l’elemento determinante non era rappresentato dal completamento dell’intero periodo di otto anni, ma dalla conferma nell’incarico, consentita dall’articolo 45 del decreto legislativo numero 160 del 2006 «per una sola volta».

La conferma, secondo la sentenza, aveva quindi esaurito la possibilità di ricoprire nuovamente lo stesso ufficio direttivo, indipendentemente dalla durata effettiva del secondo quadriennio.

Forciniti, dunque, si appresta a diventare il nuovo presidente del tribunale di Crotone.