È stata un successo l'ultima edizione del Cosenza Comics che, come ogni anno, raccoglie, a Rende il popolo nerd appassionato di anime, manga e game. Ospite d'eccezione il maestro d'animazione giapponese Eisaku Inoue

Il sorriso discreto, le mani giunte, il leggero inchino, rituale di raffinatezza e discrezione giapponese, e un talento straordinario devoto a un lavoro meticoloso e appassionato. Eisaku Inoue, per la prima in volta in Calabria, ospite d’onore del Cosenza Comics and Games, è uno dei maestri dell’animazione nipponica. Il suo nome è legato a doppio filo a quello della Toei animation, casa di produzione fondata negli anni 50 e che ha dato vita ad anime storici come Galaxy Express999, Mazinger, Ken il Guerriero.

Inoue è considerato un animatore di razza, uno dei fautori del successo di storie tratte da grandi manga shōnen, come One Piece, a cui ha iniziato a lavorare come direttore dell’animazione fino a diventare membro storico dello staff creativo. Parte di quella generazione di grandi artigiani dell’animazione giapponese popolare, fedeli a un ideale di estetica artigianale, lontanissima dall’omologazione artificiale, ha lasciato il segno in anime come I Cavalieri dello Zoadiaco e Dragon Ball Z, contribuendo alla costruzione visiva di immaginari che ancora oggi resistono al tempo.

«Il passaggio dalla carta al computer è stato enorme», racconta durante la nostra intervista a margine del firmacopie. «Prima era tutto a matita, tutto disegnato a mano. Oggi, anche per il dilagare dell’intelligenza artificiale, in qualche modo ogni cosa tende a somigliarsi e si è persa un po’ quella sensazione di valore artigianale».

Un cambiamento anche culturale, forse inarrestabile che rischia di far smarrire quella componente artistica, unica, fatta di tratti mai uguali, che rendeva speciali gli anime classici, quelli che abbracciano il lungo periodo che va dalla fine degli Sessanta ai primi anni Novanta, la golden age dell’animazione che ha visto capolavori come Ashita no Joe e L’Uomo Tigre conquistare tutto il mondo.

Il maestro cita come mentore Kazuo Komatsubara, scomparso nel 2000 e considerato da Inoue un punto di riferimento assoluto, uno degli artisti che contribuirono a definire il linguaggio visivo degli anime declinandolo in chiave epica e malinconica.

Good Morning Vietnam

Galaxy Express 999, il treno delle anime salve

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Poi il ricordo si sposta inevitabilmente sui Cavalieri dello Zodiaco, l’opera che più di ogni altra lo ha legato al pubblico italiano.

«Quando ho iniziato a lavorare a quell’anime mi sono trovato improvvisamente davanti a scene molto difficili da realizzare», spiega. «Mi sono impegnato moltissimo per imparare e riuscire a farle nel migliore dei modi e Pegasus è il personaggio a cui resto più legato. È stato il mio primo lavoro importante e ho cercato di metterci tutto me stesso, proprio come faceva il maestro Shingo Araki».

Infine, un consiglio rivolto ai tanti ragazzi che sognano di diventare animatori. «Le tecniche sono importanti, certo, ma ancora più importante è la capacità di osservare il mondo che ti circonda e poi cercare di riprodurne i movimenti».