La calabrese Erica Cassano con il romanzo Duramadre, edito da Garzanti, ed il brianzolo Alessio Vailati con La Mappa del Dolore, edizioni Il ramo e la foglia, nelle rispettive sezioni di narrativa e saggistica e della poesia, hanno vinto il Premio Letterario Città di Amantea, l’appuntamento culturale promosso dalla locale sezione del Rotary, giunto alla 27ma edizione.

Le opere vincitrici

Duramadre, opera della giovane scrittrice cresciuta tra Tortora e Praia a Mare, ha convinto i membri della Commissione scientifica presieduta da Olinda Suriano, per la forza delle parole e per la profondità del tema affrontato, distinguendosi in una rosa di finalisti di grande prestigio. Come detto, sul podio della sezione dedicata alla Poesia, è invece salito Alessio Vailati, con una raccolta capace di trasformare il dolore in una geografia intima e, al tempo stesso, universale, attraverso una poesia essenziale e incisiva. Il libro, scelto dalla commissione guidata da Carmela Dromì, raccoglie le riflessioni in versi dell’autore, ispirate da trenta fotografie vincitrici del Premio Pulitzer, e che attraversano gli episodi salienti della storia contemporanea. Ai due vincitori è stato assegnato il prestigioso Trofeo-Scultura La Petra, simbolo stesso del Premio e metafora di un percorso culturale che affonda le proprie radici nel territorio per guardare, con coraggio, verso il futuro.

La vitalità del panorama letterario

Particolarmente significativa la qualità delle opere arrivate in finale nella sezione dedicata alla narrativa e alla saggistica. Accanto a Duramadre di Erica Cassano, erano infatti in gara Il legame covalente di Massimiliano Smeriglio, edito da Mondadori nel 2026; Dimmi che sei stata felice di Maria Grazia Calandrone, pubblicato da Einaudi nel 2026; La seminatrice di coraggio di Antonella Desirée Giuffrè, per TEA Libri, 2026; Tutto il mio folle amore di Francesco Carofiglio, pubblicato da Garzanti nel 2025. Anche la sezione poesia ha proposto una rosa di finalisti di assoluto valore: Grate alle finestre di Antonio Sambiase, Edizioni Dialoghi, 2025; Incantesimi di Leonardo Lastilla, GPM Edizioni, 2025; Il sesto giorno Dio creò gli uomini di Clementina Principe, Pensiero Creativo Editore, 2025. Una pluralità di voci e sensibilità che conferma la vitalità del panorama letterario contemporaneo e la capacità del Premio di intercettare autori e opere di particolare interesse.

I premi alla carriera

La serata, condotta dal giornalista del nostro network Salvatore Bruno, ha riservato inoltre un momento speciale per alcune personalità che hanno dedicato il proprio percorso alla cultura e al territorio. I Premi alla carriera sono stati assegnati a Daniela Grandinetti, Antonello Savaglio e Mauro Vasta, indicati come esempi di passione, dedizione e impegno culturale. Un riconoscimento che va oltre il singolo risultato e che intende valorizzare il lavoro quotidiano di chi contribuisce, spesso lontano dai riflettori, alla crescita culturale della comunità. Particolare rilievo ha assunto anche il riconoscimento del Premio “Città di Amantea” a Florindo Rubbettino, editore calabrese da decenni impegnato nella promozione del libro, del pensiero critico e della cultura del territorio. La scelta assume un valore simbolico importante: premiare un editore significa infatti riconoscere il ruolo dell’editoria come presidio di libertà, confronto e circolazione delle idee, ma anche come strumento attraverso il quale una terra può raccontarsi e dialogare con il resto del Paese.

Il significato del premio

Nel corso della serata è stato ribadito il significato più profondo del Premio. Non soltanto una competizione letteraria, ma un luogo di incontro tra autori, lettori, editori e territorio. Un progetto culturale che, dopo ventisette edizioni, continua a rinnovare la propria vocazione e a costruire ponti attraverso i libri. «Un risultato – si legge in una nota del Rotary – reso possibile dall’impegno della Commissione del Premio composta da Salvatore Basso, Ortensia Barone, Andrea Cicero, Maria Rosaria Crocco, Raffaele Antonio Di Leo, Carmela Dromì, Rosaria Mazza, Alessandro Morelli e Olinda Suriano e dalla collaborazione dei soci Rotary e Interact, degli editori e del pubblico che ha partecipato alla manifestazione, introdotta dal presidente del Rotary di Amantea Cesare Veltri, con gli intermezzi musicali di Radici Sonore, e conclusa dall’intervento dell’assistente del governatore Giuseppe Galiano. E proprio La Petra, il trofeo che accompagna i vincitori, diventa la metafora più efficace per raccontare il futuro del Premio. Le sue radici ricordano da dove si viene; i sette gradini invitano invece a continuare a salire e solo i primi due sono consumati. Sugli altri, bisogna avere il coraggio di inerpicarsi. È questo, in fondo, l’augurio che accompagna la conclusione della XXVII edizione: custodire le radici, senza smettere di cercare nuove strade».