Il direttore del Conservatorio "Giacomantonio" di Cosenza parla del successo della trasmissione Quattro Quarti in onda su LaC

Ospite dell’intervista è stato il maestro Francesco Perri, direttore del Conservatorio Stanislao Giacomantonio, figura di primo piano nel panorama musicale calabrese e nazionale. L’incontro si è trasformato ben presto in un dialogo fitto e partecipe, nel quale l’artista e il didatta si sono rivelati come due volti della medesima vocazione: quella di chi vive la musica non soltanto come professione, ma come responsabilità civile e come missione culturale.

Fin dalle prime battute, è emersa con chiarezza la cifra distintiva del maestro Perri: la capacità di coniugare l’attività didattica con l’esercizio vivo e pulsante della professione musicale. In un tempo in cui spesso l’insegnamento rischia di ridursi a mera trasmissione tecnica, egli rivendica invece un’idea alta di formazione, fondata sull’esempio, sulla presenza concreta, sull’esperienza diretta del fare musica.

«Non si può insegnare ciò che non si pratica», ha osservato con sobria fermezza, lasciando intendere come la cattedra, per lui, non sia mai separata dal palcoscenico. L’aula e la sala da concerto si richiamano a vicenda, in un dialogo continuo che alimenta entrambe. Il suo percorso professionale testimonia questa coerenza: una carriera costruita con rigore, studio e perseveranza, ma anche con una visione chiara del ruolo che un musicista deve assumere nel tessuto sociale.

La musica, per Perri, non è ornamento né intrattenimento effimero: è linguaggio universale, è strumento di crescita collettiva, è occasione di riscatto culturale per un territorio che troppo spesso è stato raccontato soltanto attraverso le sue criticità. In tale prospettiva si colloca la sua più ambiziosa e significativa impresa: la fondazione e la direzione artistica dell’Orchestra Sinfonica Brutia. Per anni, a Cosenza, si era tentato invano di dare vita a un’orchestra stabile, capace di rappresentare un punto di riferimento per la città e per l’intera regione.

Tentativi generosi ma fragili, destinati a spegnersi di fronte alle difficoltà organizzative ed economiche. È stato il maestro Perri, con tenacia e lungimiranza, a trasformare quel progetto rimasto a lungo in potenza in una realtà concreta e operante. L’Orchestra Brutia non è soltanto un complesso strumentale: è il simbolo di una possibilità finalmente realizzata. Sotto la guida di Perri, essa ha saputo coniugare qualità artistica e radicamento territoriale, offrendo ai giovani musicisti opportunità professionali e al pubblico un cartellone di alto profilo.

In tal senso, la direzione artistica del maestro si distingue per equilibrio e ambizione: programmazioni attente, repertori che spaziano dalla grande tradizione sinfonica a progetti più innovativi, sempre con l’obiettivo di costruire un pubblico consapevole e partecipe. Non meno significativa è la sua esperienza televisiva con il format “Quattro Quarti”, trasmesso da network LACTV. In un panorama mediatico in cui la divulgazione musicale appare sempre più marginale, questo programma si configura come un unicum nel contesto nazionale.

“Quattro Quarti” non si limita a raccontare la musica: la rende accessibile senza banalizzarla, ne svela i meccanismi interni, ne illumina la storia e il senso profondo. Merito anche della raffinata regia di Andrea Laratta, affiancato da Maria Lucia Ferrarelli, che hanno saputo tradurre in immagini e ritmo televisivo la densità dei contenuti proposti. Il risultato è un prodotto culturale di rara qualità, capace di coniugare rigore e chiarezza, approfondimento e comunicabilità.

In un’epoca in cui la musica colta fatica a trovare spazio nei palinsesti, “Quattro Quarti” rappresenta un atto quasi controcorrente, una scelta coraggiosa e necessaria. L’intervista si è conclusa con uno sguardo al futuro prossimo. Il maestro Perri ha anticipato il suo nuovo lavoro con l’Orchestra Brutia, due appuntamenti che si preannunciano come momenti di particolare rilievo per la stagione musicale calabrese: il primo il 14 marzo alle ore 20.30 presso il Teatro Alfonso Rendano, tempio storico della musica cittadina; il secondo il giorno seguente, alle ore 18.00, a Crotone, a testimonianza della volontà di diffondere l’esperienza orchestrale oltre i confini urbani, coinvolgendo l’intero territorio regionale.

In queste date non si consuma soltanto un concerto, ma si rinnova una promessa: quella di una musica che non si chiude in sé stessa, che dialoga con la comunità, che si offre come spazio di bellezza e di pensiero. Ed è forse proprio questa la lezione più autentica che emerge dall’incontro con il maestro Perri: la convinzione che la cultura, quando è sorretta da competenza e visione, possa ancora incidere nella realtà, trasformando un sogno a lungo rimandato in una concreta, vibrante armonia collettiva.