Il 19 giugno a Cosenza si chiude la mostra documentaria dedicata allo scalpellino e architetto nel quarto centenario della morte
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La memoria di Pietro Barbalonga torna al centro di un percorso di studio, valorizzazione e restituzione pubblica. Venerdì 19 giugno 2026, dalle 17.30 alle 20.30, l’Archivio di Stato di Cosenza ospiterà il convegno “Segni di pietra, memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga grande maestro”, appuntamento conclusivo della mostra documentaria dedicata allo scalpellino e architetto messinese, realizzata in occasione del quarto centenario della morte dell’artista, avvenuta nel 1626.
L’iniziativa chiude un percorso espositivo costruito attorno ai documenti provenienti dal Fondo archivistico Notarile, capaci di offrire uno sguardo diretto sull’attività di Barbalonga attraverso atti, testimonianze e fonti storiche.
Il convegno all’Archivio di Stato di Cosenza
Il convegno rappresenta un momento di approfondimento scientifico e culturale sulla figura di Pietro Barbalonga, artista legato alla storia della Calabria e al patrimonio architettonico del territorio.
Per l’occasione, nel chiostro dell’Archivio saranno allestiti pannelli provenienti dalla mostra realizzata nel borgo di Aiello Calabro, creando un dialogo tra i due percorsi espositivi dedicati al maestro. Un modo per mettere in relazione documenti, luoghi e memoria, rafforzando il legame tra ricerca archivistica e valorizzazione territoriale.
Nella sala convegni è inoltre prevista la proiezione di un documentario della durata di circa 20 minuti, che introdurrà gli interventi dei relatori e degli studiosi invitati.
I saluti istituzionali e gli interventi
Ad aprire i lavori saranno Raffaele Traettino, sovrintendente Calabria Archivi e Biblioteche, Maria Spadafora, direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza, Luca Lepore, sindaco di Aiello Calabro, e Vincenzo Antonio Tucci, direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza.
Il convegno sarà moderato dal giornalista Bruno Pino e vedrà la partecipazione di studiosi e ricercatori impegnati nell’approfondimento della figura di Barbalonga.
La direttrice Maria Spadafora illustrerà il contributo scientifico dell’Archivio di Stato di Cosenza al percorso di valorizzazione dedicato al maestro, presentandone il profilo alla luce degli studi e delle ricerche condotte sull’artista.
I documenti del Fondo Notarile e la memoria del territorio
Il valore dell’iniziativa risiede anche nella capacità dei documenti d’archivio di restituire spessore storico a figure, opere e contesti che rischierebbero altrimenti di restare confinati in una memoria frammentaria.
Gli atti provenienti dal Fondo archivistico Notarile permettono di ricostruire passaggi significativi dell’attività di Pietro Barbalonga, offrendo elementi utili per comprendere il suo ruolo nel panorama artistico e architettonico del tempo.
In questo senso, la mostra e il convegno non rappresentano soltanto un omaggio celebrativo, ma un’occasione per riaffermare il valore della ricerca storica e archivistica come strumento di conoscenza condivisa.
L’Archivio come luogo di conoscenza e partecipazione
L’iniziativa intende offrire alla comunità un momento di confronto e di restituzione pubblica del lavoro svolto, rafforzando il ruolo dell’Archivio di Stato come luogo di conoscenza, memoria e partecipazione culturale.
Il percorso dedicato a Barbalonga dimostra come gli archivi non siano semplici depositi di documenti, ma spazi vivi, capaci di generare nuove letture del passato e di costruire legami tra studiosi, istituzioni e cittadini.
Durante l’evento sarà possibile sostenere le attività dell’Istituto attraverso una donazione digitale. All’interno dell’Archivio è infatti disponibile un totem per contribuire ai progetti di valorizzazione, tutela e promozione del patrimonio archivistico.
Donare, in questo contesto, significa partecipare alla conservazione della memoria collettiva e contribuire a renderla più accessibile alle generazioni future.
Ingresso libero il 19 giugno
Il convegno “Segni di pietra, memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga grande maestro” si terrà venerdì 19 giugno 2026, dalle 17.30 alle 20.30, all’Archivio di Stato di Cosenza. L’ingresso è libero.

