Inaugurata l'esposizione "Tra Rivoluzione e Ritorno". Il sindaco Principe: «Fu un pioniere coraggioso che scelse di restare e investire nella cultura»
Tutti gli articoli di Cultura
PHOTO
Un omaggio alla memoria, ma anche alla visione culturale che ha contribuito a trasformare Rende in uno dei principali centri dell'arte contemporanea del Mezzogiorno. È stata inaugurata al Museo del Presente la mostra "Omaggio a Tonino Sicoli. Tra Rivoluzione e Ritorno. L'arte italiana dalla svolta degli anni Venti alla dialettica tra Astrattismo e Realismo", dedicata al celebre critico d'arte scomparso cinque anni fa.
L'iniziativa rappresenta un tributo a una figura che ha segnato profondamente la vita culturale della Calabria e, in particolare, quella della città di Rende, dove Sicoli ha contribuito alla realizzazione di importanti progetti museali e alla diffusione dell'arte contemporanea.
Durante l'inaugurazione, il sindaco Sandro Principe ha ricordato il valore umano e professionale del critico, definendolo «un pioniere, una persona coraggiosa che si è imbattuta in una missione non facile».
Nel suo intervento, il primo cittadino ha richiamato anche il significato della memoria pubblica e il dovere delle istituzioni di custodire il ricordo delle personalità che hanno lasciato un segno nella comunità. «La società è piena di Ettore, grandi e piccoli, che devono essere ricordati – ha affermato Principe – e credo che sia compito delle istituzioni coltivare la memoria delle persone notevoli».
Il sindaco ha inoltre ripercorso alcune delle tappe che hanno segnato la crescita culturale della città, soffermandosi sulla nascita del Museo Civico e del Maon, il Museo d'Arte dell'Otto e Novecento, strutture che hanno ospitato molte delle iniziative ideate e curate da Sicoli.
Tra i ricordi evocati anche la grande mostra organizzata nel 2009 per il centenario del Futurismo, dedicata a Umberto Boccioni, che rese Rende una delle poche città italiane a celebrare l'importante ricorrenza con un progetto espositivo di rilievo nazionale.
A moderare l'incontro è stato il direttore del Polo Museale di Rende, Roberto Sottile, che ha ricordato il rapporto personale e professionale con Sicoli, conosciuto quando era ancora studente universitario. Sottile ha spiegato come l'esposizione si inserisca idealmente nel percorso culturale avviato dal critico con le mostre dedicate al Primo e al Secondo Novecento, entrambe ospitate negli spazi del Museo del Presente.
Particolarmente significativo anche l'intervento di Antonio Coscarella, presidente del consiglio di amministrazione del Maon, che ha sottolineato il legame profondo tra Sicoli e il sistema culturale rendese.
«Parlare di lui significa raccontare anche noi stessi», ha affermato Coscarella, ricordando la scelta di Sicoli di restare in Calabria e di investire energie e competenze nella formazione di una nuova generazione di critici e operatori culturali.
Un aspetto richiamato anche da Giuseppe Chiarello, presidente del Centro Studi Arte di Bologna, che ha ricordato il lavoro svolto insieme per promuovere gli artisti calabresi fuori dai confini regionali.
Emozionato anche il ricordo dell'artista Luigi Magli, che ha evidenziato come Sicoli abbia contribuito a rompere l'isolamento culturale della Calabria degli anni in cui iniziò la sua attività, offrendo agli artisti locali nuove opportunità di confronto e crescita.
La mostra, che attraversa uno dei momenti più significativi dell'arte italiana del Novecento, resterà aperta al pubblico fino al prossimo 31 luglio e rappresenta non solo un omaggio a Tonino Sicoli, ma anche una riflessione sul ruolo che l'arte e la cultura possono continuare a svolgere nella costruzione dell'identità di un territorio.

