Nel cuore del Duomo di Cosenza, tra la memoria della città e la dimensione spirituale della Cattedrale, Segni di Cura continua il suo cammino. La maratona artistica, nata per celebrare i 450 anni del miracolo della Madonna del Pilerio, patrona di Cosenza, e la fine dell’epidemia di peste del 1576, non conosce soste: mostra dopo mostra, artista dopo artista, il progetto costruisce una staffetta ideale affidata ai linguaggi dell’arte contemporanea.

Martedì 11 agosto 2026, alle ore 19.30, si è svolto il nuovo cambio di staffetta, con l’inaugurazione della collettiva che vede protagonisti Franca Bevilacqua, Gabriele Carlomagno, Rossana Chiappetta, Vincenza Galeano, Antonio Luchetta, Rosa Luci, Rita Mantuano, Luigi Rovella e Sabina Salituro. Una serata partecipata, nella quale gli artisti presenti hanno avuto modo di illustrare brevemente le proprie opere e di condividere con il pubblico la ricerca che accompagna il loro lavoro.

Ma questa collettiva porta con sé anche una presenza particolare, capace di trasformare l’esposizione in un luogo di memoria. È quella di Luigi Rovella, artista scomparso nel 2020, che torna a dialogare con il pubblico attraverso le sue opere. La sua presenza assume così un significato che va oltre la semplice esposizione: l’arte diventa custodia della memoria, possibilità di mantenere vivo il rapporto con chi non c’è più attraverso ciò che ha lasciato. Un omaggio discreto ma intenso, inserito naturalmente nella filosofia di Segni di Cura, dove la parola “cura” comprende anche il gesto del ricordare e del non lasciare andare nell’oblio.

A documentare la serata sono stati i video realizzati da Andrea Gargano, che hanno raccolto immagini, momenti e interventi dell’inaugurazione, contribuendo a lasciare una testimonianza di questo nuovo passaggio della maratona artistica. Particolarmente significativo è stato l’intervento di Don Luca, rettore della Cattedrale, che ha accompagnato la serata attraverso una riflessione dedicata al dogma dell’Assunzione di Maria, proclamato da papa Pio XII nel 1950 e celebrato dalla Chiesa il 15 agosto. Il tema assume un valore ancora più profondo proprio nel luogo che ospita la manifestazione: la Cattedrale di Cosenza è infatti dedicata a Santa Maria Assunta.

Nel suo intervento, Don Luca ha richiamato anche la figura di monsignor Aniello Calcara, vescovo che riposa nella Cattedrale e che fu un importante divulgatore del dogma dell’Assunta. Il richiamo alla sua figura ha consentito di intrecciare ancora una volta la storia religiosa della città con il presente, restituendo alla memoria ecclesiale un ruolo vivo all’interno della manifestazione.

L’Assunzione di Maria, nella tradizione cattolica, indica la partecipazione della Vergine alla gloria celeste in anima e corpo. È proprio questa concezione integrale della persona a offrire una chiave di lettura particolarmente significativa per Segni di Cura: prendersi cura significa infatti rivolgere attenzione all’essere umano nella sua totalità, al corpo come allo spirito, alla fragilità come alla speranza. Una riflessione che appare particolarmente attuale nel mese di agosto, quando anche il tempo della vacanza può assumere un significato diverso: non soltanto evasione e divertimento, ma occasione per fermarsi, ritrovarsi, recuperare un rapporto più autentico con sé stessi e con gli altri.

È in questo spazio di ascolto che l’arte può diventare esperienza di cura. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata anche la dott.ssa Galassi, madrina della serata, che ha posto l’accento sulla necessità di una cura capace di comprendere insieme corpo e spirito. Segni di Cura nasce proprio dalla volontà di mettere in relazione queste dimensioni e di fare della Cattedrale uno spazio di dialogo tra arte, spiritualità e comunità.

Le opere, collocate nella navata destra, instaurano un rapporto suggestivo con lo spazio sacro e invitano il visitatore a rallentare lo sguardo, lasciandosi coinvolgere in un’esperienza di contemplazione e riflessione. Il progetto è organizzato dall’associazione Think Tank Trust, presieduta da Sergio Stumpo, in collaborazione con Agorà, guidata da Evelina Cascardo, e AlterEgo, presieduta da Francesca Lo Celso. La direzione artistica e la curatela sono affidate alla dott.ssa Mariateresa Buccieri.

La formula della maratona consente al progetto di rinnovarsi continuamente. Ogni cambio di staffetta porta nel Duomo nuove opere, nuove sensibilità, nuovi sguardi, ma mantiene fermo il filo conduttore della rassegna: la cura intesa non come gesto occasionale, bensì come atteggiamento verso la vita. Cura della spiritualità, come richiama il tema dell’Assunta. Cura della comunità, che attraverso l’arte si ritrova in un luogo simbolico della propria storia. E cura del futuro, perché ogni opera consegnata allo sguardo di chi verrà diventa una traccia, un segno, una possibilità di dialogo.

È questa la forza di Segni di Cura: non una mostra statica, ma un percorso che si rinnova attraverso una vera e propria staffetta artistica, destinata a proseguire fino al 2027. Nel Duomo di Cosenza, dunque, l’arte continua a farsi presenza, memoria e testimonianza. E ogni nuovo artista che entra nel percorso aggiunge il proprio “segno” a una storia collettiva ancora in divenire.