Il presidente Maximiliano Granata critica la richiesta inviata alla Regione Calabria per la convocazione di un tavolo sul futuro del trasporto urbano: "Inaccettabile ignorare l'ente che per primo ha avanzato una proposta pubblica"
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Il Consorzio Valle Crati denuncia quella che definisce una "grave lesione istituzionale" nella gestione del confronto sul futuro di Amaco. Al centro delle critiche c'è la nota con cui il curatore della liquidazione giudiziale della società avrebbe chiesto alla Regione Calabria la convocazione di un tavolo istituzionale, senza coinvolgere lo stesso Consorzio.
A esprimere la posizione dell'ente è il presidente, l'avvocato Maximiliano Granata, che parla di una scelta "inaccettabile" dopo che il Consorzio aveva formalmente deliberato la richiesta di istituire un tavolo di confronto, manifestando la disponibilità a contribuire alla ricerca di una soluzione pubblica per garantire il futuro del trasporto urbano.
Secondo Granata, non si tratterebbe di una semplice dimenticanza. "Il Consorzio Valle Crati è un ente pubblico costituito dai Comuni del territorio ed è stato il primo soggetto istituzionale ad assumersi la responsabilità di deliberare uno studio di fattibilità tecnico-giuridica, proponendo un percorso concreto, trasparente e rispettoso della legge per assicurare la continuità del servizio e la tutela dei lavoratori", afferma il presidente.
Nella nota viene sostenuto che escludere il Consorzio dal confronto significherebbe "mortificare il ruolo delle istituzioni locali" e svilire il lavoro svolto nell'interesse della collettività. Il presidente definisce inoltre "paradossale" che il curatore invochi il dialogo istituzionale senza coinvolgere proprio l'ente che, con una deliberazione già trasmessa alla procedura, aveva chiesto formalmente l'apertura di quel confronto.
"Non è questo il modo di costruire soluzioni condivise", prosegue Granata, secondo cui nessuno può decidere il futuro del trasporto pubblico locale "selezionando arbitrariamente gli interlocutori istituzionali".
Per questo il Consorzio Valle Crati chiede alla Regione Calabria di ristabilire "correttezza e imparzialità istituzionale", convocando anche l'ente al tavolo di confronto affinché tutte le proposte possano essere valutate "senza preclusioni e senza esclusioni".
Il presidente conclude ribadendo che il Consorzio "non accetterà di essere relegato ai margini" di una vicenda che coinvolge direttamente i Comuni consorziati, migliaia di cittadini e centinaia di lavoratori, richiamando i principi di trasparenza, leale collaborazione tra istituzioni e rispetto degli enti territoriali.

