Il presidente dell’Unc Massimo Dona definisce «una vergogna» l’ulteriore aumento dei prezzi di gasolio e benzina: «Sarebbero dovuti scendere già ieri vista la picchiata del petrolio, invece niente»
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«Una vergogna. I prezzi invece di scendere, anche oggi, come ieri, continuano imperterriti a salire. Ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti. Oggi, infatti, secondo i dati Mimit, i prezzi dei carburanti, sia del gasolio che della benzina, salgono ovunque, sia nella rete stradale che in quella autostradale» e tra le regioni «in Calabria si sfonda la soglia di 2,2 euro per il gasolio». Lo afferma il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona.
I prezzi, insiste l’Unc, «sarebbero dovuti scendere già ieri, vista la picchiata del petrolio. Eppure nessuno, in media, ha ridotto i prezzi. Scandaloso» conclude Dona.
Secondo lo studio dell’associazione basato sulle medie regionali dei carburanti, in modalità self, calcolate oggi dal Mimit, per il gasolio, i rialzi maggiori tra il prezzo di ieri e quello di oggi sono per l’Abruzzo, +80 cent per un pieno di 50 litri, l’Emilia-Romagna e, medaglia di bronzo, la rete autostradale.
Per la benzina, la regione peggiore in termini di variazione del prezzo è sempre l’Abruzzo, poi Emilia-Romagna e in terza posizione la Sardegna, a seguire le autostrade.



