Nel 2025 le famiglie calabresi hanno speso 1 miliardo e 756 milioni di euro in beni durevoli, con una flessione dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Un calo più contenuto rispetto alla media nazionale (-2,1%) e sostanzialmente in linea con il Mezzogiorno (-1,6%), che colloca la regione a metà classifica per volumi complessivi, ma tra le ultime per spesa media per famiglia, ferma a 2.142 euro.

A fotografare il quadro è l’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, giunto alla 32esima edizione, che individua nella mobilità il principale punto di debolezza. Le auto nuove si fermano a 326 milioni di euro, con un crollo dell’11,8%, più marcato rispetto al dato nazionale. A compensare solo in parte intervengono le auto usate, che salgono a 523 milioni (+1%), e i motoveicoli, in crescita del 2,9% a quota 67 milioni.

Diverso l’andamento dei beni per la casa e della tecnologia. Gli elettrodomestici raggiungono i 183 milioni di euro (+4%), l’information technology cresce del 3,5% arrivando a 54 milioni, mentre la telefonia si attesta a 176 milioni (+1,8%). Restano invece in negativo l’elettronica di consumo (-1,6%) e i mobili (-0,3%).

«La Calabria ha assorbito una frenata molto forte dell’auto nuova senza scivolare in un calo più marcato del mercato complessivo», osserva Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio. «La domanda resta prudente: rinvia gli acquisti più impegnativi, ma continua a investire nella mobilità quotidiana e nella vita domestica».

Il dato regionale si riflette in modo diverso nei territori, delineando una Calabria a più velocità.

A Cosenza, primo mercato regionale, la spesa complessiva raggiunge i 666 milioni di euro (-0,9%), con la migliore tenuta tra le province. Qui crescono auto usate (+2,8%), elettrodomestici (+4,4%) e, in controtendenza, anche i mobili (+0,6%).

Catanzaro si distingue invece per la spesa media più alta: 2.238 euro per famiglia. Il calo è contenuto (-1,3%) e il sistema regge grazie a una dinamica equilibrata tra mobilità e comparti tecnologici, con la telefonia in crescita del 2,8%.

A Reggio Calabria il dato complessivo è di 487 milioni (-1,3%), ma a emergere è soprattutto il boom dei motoveicoli, che crescono del 15,7%, il valore più alto a livello nazionale. Un contributo che bilancia in parte il calo delle auto nuove (-10,6%).

Più fragile la situazione di Crotone, ultima in Italia per spesa media (1.756 euro), con un calo del 2%. Qui pesano le difficoltà della mobilità, mentre tengono elettrodomestici e tecnologia.

Il quadro più critico è quello di Vibo Valentia, dove la spesa complessiva scende del 4,7%, la flessione più marcata della regione. Il crollo delle auto nuove (-21,1%) e dei motoveicoli (-14,7%) incide in modo significativo, solo in parte compensato dalla tenuta dei beni per la casa e del comparto digitale.

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di consumi più selettivi: le famiglie rinunciano o rinviano gli acquisti più onerosi, ma continuano a investire nei beni legati alla quotidianità domestica e alla connettività.