La giunta regionale approva la proposta dopo i danni causati tra gennaio e febbraio 2026 da Harry e Nils: pesanti conseguenze per agrumi, ulivi e ortive
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La Regione Calabria prova a dare una risposta istituzionale ai danni pesantissimi provocati dal maltempo dei primi mesi del 2026. La giunta regionale ha infatti approvato la proposta di declaratoria di calamità naturale per i cicloni extratropicali che hanno colpito il territorio calabrese tra gennaio e febbraio, mettendo in ginocchio ampie aree del comparto agricolo.
Il provvedimento arriva dopo una fase meteorologica eccezionale che, nel giro di appena trenta giorni, ha visto il passaggio di due distinte circolazioni cicloniche anomale sul Mediterraneo centrale. La prima, la tempesta extratropicale Harry, si è sviluppata tra il 17 e il 21 gennaio 2026 e ha colpito in modo particolare la costa ionica reggina e catanzarese. La seconda, il ciclone Nils, indicato in alcuni casi anche come Ulrike a seconda della denominazione utilizzata, si è verificata tra l’11 e il 13 febbraio 2026, aggravando una situazione già fortemente compromessa.
La Calabria si è così trovata a fronteggiare, in poche settimane, una doppia emergenza climatica che ha lasciato segni profondi soprattutto nelle campagne. Se Harry ha rappresentato un evento definito di assoluta eccezionalità, Nils ha colpito territori già provati, aumentando il bilancio dei danni e, in diversi casi, provocandone di nuovi. A incidere sono stati soprattutto i venti impetuosi, ma anche le piogge intense e le esondazioni, tra cui quella del fiume Crati nella Piana di Sibari, in provincia di Cosenza, che ha avuto effetti rilevanti sul tessuto agricolo locale.
Nel commentare l’approvazione della proposta, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha sottolineato la gravità del quadro emerso. «Siamo di fronte a eventi meteorologici straordinari che hanno messo in ginocchio ampie aree del comparto agricolo calabrese» ha dichiarato. «Con questo provvedimento intendiamo attivare tutte le procedure necessarie per garantire un sostegno concreto alle aziende colpite, molte delle quali hanno subito perdite gravissime, sia in termini di produzione che delle strutture agricole».
La fotografia dei danni contenuta nella relazione dipartimentale conferma l’impatto molto pesante delle due ondate di maltempo. Le produzioni agricole hanno subito conseguenze soprattutto a causa del vento, con le piogge che in molti casi hanno aggravato ulteriormente la situazione. Tra le colture arboree, a risultare maggiormente colpite sono state ulivi e agrumi, due comparti centrali per l’economia agricola regionale.
Per gli agrumi, il danno medio stimato si attesta attorno al 50%, pur con differenze legate ai singoli territori interessati. Nel caso degli ulivi, l’incidenza media del danno viene valutata intorno al 30%. Ancora più pesante la situazione per le ortive da pieno campo, dove la relazione regionale indica valori medi di danno pari al 70%. Numeri che restituiscono la misura di una crisi che non riguarda solo il raccolto immediato, ma tocca la tenuta economica di molte aziende agricole.

