La popolazione invecchia rapidamente, crollano le nascite e cresce la solitudine. Nei piccoli comuni l'età media supera i 49 anni, mentre migliaia di anziani vivono senza una rete di sostegno familiare o sociale
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
Soli e abbandonati. Il 4,6% degli anziani calabresi non ha nessuno su cui contare. Le famiglie unipersonali composte da over 75 anni e più sono il 9,2% del totale e sono per la maggior parte donne
L’inverno demografico sta trasformando radicalmente il volto dei suoi borghi e delle città calabresi. Secondo gli ultimi dati del Censimento permanente della popolazione al 31 dicembre 2024, la regione conta 1.834.646 residenti, con un calo di quasi quattromila unità rispetto all’anno precedente. Gli over 65 sono 450mila. Ma il dato più allarmante non è il decremento numerico assoluto, quanto lo squilibrio strutturale tra le generazioni: la Calabria sta invecchiando a ritmi accelerati, con una popolazione over 65 che diventa il perno (e al contempo la criticità) dell'intero sistema sociale.
In un solo anno, l’età media calabrese è salita da 46,0 a 46,2 anni. Sebbene questo valore sia leggermente inferiore alla media nazionale di 46,9 anni, la velocità con cui gli indicatori di invecchiamento peggiorano è preoccupante. Lo dicono dati Istat e Inps.
L’indice di vecchiaia è tra i più alti d’Italia
I punti di rottura sono evidenti nei due indici principali. L'indice di vecchiaia è balzato da 189,4 nel 2023 a 196,7 nel 2024. Ciò significa che per ogni 100 giovani sotto i 14 anni, ci sono quasi 200 anziani. In province come Catanzaro e Cosenza, questo valore supera abbondantemente quota 200 (rispettivamente 206,2 e 208,8), segnalando una sproporzione che mette a rischio il ricambio generazionale.
Cresce l’indice di dipendenza
L’indice di dipendenza degli anziani è salito a 38,8, indica che il carico sociale ed economico degli over 65 grava su una popolazione in età attiva (15-64 anni) sempre più esigua.
La popolazione di 65 anni e oltre in Calabria ammonta a circa 449.112 persone. La provincia di Cosenza ne conta 166.408 (su 669.535 residenti), Reggio Calabria 123.339 (su 512.956 residenti), Catanzaro 85.389 (su 339.741 residenti), Crotone 37.105 (su 161.898 residenti) e Vibo Valentia 36.795 (su 150.516 residenti).
Gli anziani soli
Le famiglie unipersonali composte da persone di 75 anni sono e più sono il 9,2% del totale. Il 3,2% non ha parenti, amici o vicini su cui contare.
Questa deriva è alimentata da una denatalità da record. Con soli 12.679 nati nel 2024, la Calabria ha toccato un nuovo minimo storico. Nemmeno la componente straniera, che solitamente funge da "fattore di ringiovanimento", riesce più a invertire la rotta, registrando a sua volta un calo nelle nascite.
L’invecchiamento non colpisce il territorio in modo uniforme. Esiste una profonda spaccatura tra i grandi centri e i piccoli comuni rurali. Nei comuni calabresi sotto i 1.000 abitanti, il processo è drammatico: l’età media schizza a 49,6 anni e l’indice di vecchiaia tocca vette di 296,4. In queste realtà, il tasso di mortalità (14,8 per mille) è quasi il triplo di quello di natalità (6,3 per mille).
Il comune di Carpanzano (CS) rappresenta il simbolo di questa "regione per vecchi", con l'età media più alta in assoluto: 59,4 anni. All'opposto troviamo Platì (RC), che con i suoi 37,6 anni medi resta il comune più giovane.
La condizione abitativa: il paradosso della proprietà
Se guardiamo alla qualità della vita degli anziani, i dati del "Focus Sud" del 2023 mostrano una realtà fatta di luci e ombre. L’82,2% delle famiglie di soli anziani nel Mezzogiorno vive in una casa di proprietà. Tuttavia, il possesso dell’immobile non garantisce benessere se l'abitazione non è adeguata alle limitazioni fisiche dell'età avanzata.
Qui emerge una delle criticità più gravi: l’accessibilità. Il 32,3% delle famiglie composte da soli anziani nel Sud vive al secondo piano o superiore in edifici privi di ascensore. Si tratta di migliaia di persone prigioniere in casa propria, una condizione che aumenta esponenzialmente il rischio di isolamento sociale e riduce la possibilità di cure domiciliari efficaci. Solo il 25,8% degli anziani del Sud vive in edifici serviti da ascensore, contro il 37,2% del Nord-ovest.
Povertà energetica e servizi
Un altro punto critico è il riscaldamento. Nonostante il clima mediterraneo, gli anziani calabresi affrontano inverni difficili con dotazioni tecnologiche arretrate. Mentre l’impianto autonomo è la norma per il 70,5% delle famiglie anziane del Sud, ben il 22,3% è costretto a ricorrere ad apparecchi singoli fissi (stufe, caminetti), una quota quasi doppia rispetto alla media nazionale (11,0%). Questo indica una vulnerabilità maggiore rispetto alla "povertà energetica" e alla sicurezza domestica.
Lo stesso vale per l’estate. Molte abitazioni sono inadeguate ad affrontare le ondate di calore.
Il modello di welfare, tra famiglia e solitudine
Chi si prende cura dell'anziano in Calabria? I dati Istat sulle relazioni sociali mostrano che il "modello mediterraneo" basato sulla famiglia regge ancora, ma inizia a mostrare crepe pericolose. Il 92,8% degli over 75 soli dichiara di poter contare sui parenti. Nelle zone rurali, la rete di vicinato è più solida (78,4%) rispetto alle città (70,2%). Tuttavia, nelle aree urbane del Sud, il 4,6% degli anziani soli non ha nessuno su cui contare (né parenti, né amici, né vicini). In un contesto dove i giovani fuggono per lavoro (il saldo migratorio interno calabrese è negativo per 8.140 unità nel 2024), la "famiglia" rischia di diventare un supporto solo virtuale, lasciando i "grandi anziani" (gli over 85 sono ormai 68.800) in una condizione di abbandono latente.
L'invecchiamento in Calabria ha un volto marcatamente femminile. Le donne rappresentano il 62,6% della popolazione oltre gli 85 anni e il 74,5% degli ultracentenari. Questa longevità, se da un lato è un successo della sanità e degli stili di vita, dall'altro pone il problema della gestione della vedovanza e della solitudine estrema delle donne, che spesso si ritrovano a gestire da sole abitazioni di medie dimensioni (60-99 m2) con risorse economiche limitate.
Secondo i dati ufficiali Agenas aggiornati al 31 dicembre 2025, sono 44.506 gli over 65 presi in carico in Assistenza domiciliare integrata in Calabria. La curva degli assistiti ha compiuto un’impennata significativa a partire dal 2022, passando da circa 7.000 utenti a oltre 42.000 nel 2024.
Badanti, numeri in calo
In Calabria nel 2025 l’Inps ha censito 10.594 contratti di lavoro come colf e badanti. Ne sono titolari 4.486 cittadini italiani e 6.108 cittadini stranieri.
Il loro numero è in calo costante ormai da 5 anni. Dal 2021 se ne contano oltre 2mila in meno. La Calabria (-8,2%), insieme alla Valle d’Aosta (-11,45) e alle Marche (-6,2%), è la regione che nell’ultimo anno ha registrato la maggior diminuzione percentuale dei lavoratori domestici italiani. Prevalgono i contratti fino a 30 ore settimanali e quelli oltre le 60 ore. Lo stipendio medio non supera gli 8mila euro all’anno.
I numeri raccontano una Calabria che sta scomparendo nei suoi borghi più piccoli e che si sta "irrigidendo" nelle sue città. La crescita della popolazione straniera (+5.532 unità) e il miglioramento della speranza di vita (salita a 82,6 anni in regione) sono segnali positivi, ma non sufficienti a compensare un saldo naturale e migratorio profondamente negativo.

