Nel Reggino è record per il gasolio servito. Nonostante il taglio delle accise le rassicurazioni sulle speculazioni i costi per famiglie e imprese aumentano: il rischio è che la crisi energetica diventi anche un’emergenza sociale
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Il prezzo del petrolio ondeggia seguendo gli sviluppi della guerra in Medio Oriente, il governo proroga il taglio delle accise e “minaccia” le compagnie di tassare gli extra-profitti. I cittadini, intanto, pagano costi sempre più alti e gli sforzi per frenare il caro carburante non si vedono nelle stazioni di servizio.
Le foto che arrivano dal Reggino mostrano la tendenza che può infrangere una nuova barriera psicologica: dopo i 2 euro sfondati all’inizio del conflitto, il costo del diesel (servito) sfiora i 2,5 euro, fermandosi un centesimo sotto. Per il self invece siamo a 2,24. Un’ascesa che pare inarrestabile nonostante gli impegni presi per calmierare i prezzi e le rassicurazioni (di compagnie ed esercenti) sull’assenza di speculazioni.
Insomma, la corsa dei carburanti non si ferma e la Calabria è ancora tra le regioni con i prezzi più alti alla pompa. Benzina e gasolio restano su livelli elevati nonostante il taglio delle accise, mentre nei distributori gli aumenti quotidiani di fatto annullano i benefici delle misure adottate dal Governo, mettendo famiglie e imprese di fronte a rincari sempre più pesanti.
Da Roma, la premier Giorgia Meloni assicura interventi contro le speculazioni lungo la filiera e non esclude nuove misure sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. Ma il costo del decreto carburanti pesa: circa un miliardo di euro al mese, una cifra che rende difficile prorogare gli aiuti senza impatti sui conti pubblici.
E mentre il Governo valuta nuove mosse entro fine mese, sul territorio la situazione resta critica. In una regione fragile e periferica come la Calabria aumentano i costi per autotrasporto, pesca e agricoltura, e i rincari si riflettono a cascata sui prezzi al consumo, con effetti diretti su famiglie e piccole imprese.
Intanto il ministro Pichetto Fratin invita alla prudenza: prorogare gli sconti significa scaricare il peso su tutti i cittadini e rischiare squilibri nei conti dello Stato.
A preoccupare è anche l’allarme dell’Agenzia Internazionale dell’Energia che parla di possibili ripercussioni globali, fino al rischio di una crisi dei beni alimentari. Uno scenario che, in una regione già esposta come la Calabria, potrebbe aggravare ulteriormente il costo della vita.



