Nuovo intervento del Governo per frenare la corsa dei prezzi di benzina e gasolio. Il Decreto carburanti bis sarà in discussione in Consiglio dei ministri venerdì e prolungherà fino al 30 aprile le misure di emergenza in scadenza il 7 aprile. Previsto il taglio delle accise di 24 centesimi al litro. La manovra costerà circa mezzo miliardo.

Il prolungarsi del conflitto non lascia ormai dubbi sul fatto che passeranno mesi prima che la situazione torni alla normalità. Nel frattempo il conto pagato da famiglie e imprese è destinato ad aggravarsi per effetto della corsa dei prezzi ai distributori e per l’aumento delle bollette di luce e gas che stanno spingendo sul costo della vita e sull’inflazione. La benzina viaggia a 1,751 euro al litro mentre il gasolio ha raggiunto 2,067 euro, 31 centesimi in più dall’inizio del conflitto. Secondo Istat a marzo il carrello della spesa segna +2,2% mentre l’inflazione è all’1,7%. Numeri di poco inferiori ai dati Eurostat secondo cui il carrello della spesa in Eurolandia è cresciuto del 2,5% per effetto dei costi energetici che in calo del 3,1% annuo a febbraio, sono saliti del 4,9% a marzo, con un incremento mensile del 6,9%.

Bruxelles invita i 27 a preparare misure di austerity energetica

Ieri la Commissione europea ha avvertito ieri i paesi membri che la crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente «non sarà di breve durata». E ha esortato i 27 a «provvedere per tempo ai preparativi necessari in previsione di una crisi potenzialmente lunga». Messaggio affidato alle parole del commissario all’Energia Dan Jorgensen nel corso della riunione straordinaria con i ministri europei dell’Energia. La «situazione molto seria», ha detto, anche se al momento non c’è il pericolo di una «immediata carenza» di gas e petrolio. Con i prezzi del gas e del petrolio saliti rispettivamente del 70% e del 60% ha detto Jorgensen «in 30 giorni il valore delle importazioni di fonti fossili è aumentato di 14 miliardi di euro». «Per evitare di aggravare le difficoltà di approvvigionamento - ha concluso il commissario europeo - gli Stati membri dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante». Nel corso della ministeriale sull’energia l’Italia ha insistito sulla necessità della riforma del mercato delle emissioni nocive ETS. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha detto che al momento nel nostro paese le forniture energetiche sono assicurate regolarmente.

Il monito della Banca d’Italia

Ieri nella sua relazione all’assemblea ordinaria il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha detto che visti i «danni rilevanti alle infrastrutture di produzione e raffinazione (dei Paesi del Golfo colpiti dagli attacchi ritorsivi iraniani) anche in caso di una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno a condizioni ordinate nel mercato dell’energia richiederebbe tempi non brevi». Una «crisi energetica lunga – ha detto il governatore – rappresenta un serio rischio per la crescita» del Paese. «Se lo shock energetico risultasse più forte e persistente di quanto previsto nello scenario di base - ha avvertito Panetta - l’inflazione aumenterebbe ulteriormente. Eventuali interruzioni delle catene globali del valore potrebbero tradursi in aumenti dei prezzi dei beni intermedi, accentuando le pressioni sui prezzi al consumo. L’intensità di tali effetti dipenderà in misura cruciale dalla trasmissione degli shock alle retribuzioni e dalle ripercussioni sulle aspettative, con il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari».

La corsa dei prezzi al consumo

A marzo l’Istat certifica che la crescita su base annua dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, ovvero dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, è pari a +2,2% (da +2% di febbraio). Nello stesso mese invece l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%). L’Istat dice ancora che l’andamento dell’inflazione a marzo su base annua, risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli energetici – sia quelli regolamentati (da -11,6% a -1,3%) sia quelli non regolamentati (da -6,2% a -2,4%) – e risente dell’accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%).

Industria e servizi

Il fatturato dell’industria, a gennaio risulta in diminuzione dello 0,3% in valore e dell’1,7% in volume, rispetto a dicembre 2025. Per il settore dei servizi si stima una crescita congiunturale dello 0,9% in valore e una diminuzione dello 0,1% in volume. Su base annua, invece, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra una flessione in valore dell’1% ed in volume dell’1,1%). Per il settore dei servizi si rileva un aumento tendenziale dello 0,5% in valore e una riduzione dello 0,5% in volume, con una diminuzione nel commercio all’ingrosso (-0,2% in valore e -0,1% in volume).