Dal vertice nazionale di Confindustria giovani il messaggio al Paese sulle imprese del futuro nell’era dell’intelligenza artificiale: il ricambio generazionale come leva del successo. E sulla rivista nazionale “QI” focus sul passaggio di testimone tra Pietro e Alfredo per raccontare l’evoluzione di una esperienza che tra editoria e sanità ha innovato la Calabria supportandone i processi economici
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
Di padre in figlio. E di figlio in padre. La storia dell’impresa italiana - quella di successo - non è mai storia di fratture, distacchi, crepe o incrinature tra vecchie e nuove generazioni. Semmai è storia di integrazione piena, continuità, intreccio tra presente e passato. Di padre in figlio, e viceversa, è anche la storia del Gruppo Citrigno, diventata una realtà solidissima nel campo della sanità privata. Una realtà che, prima, è stata anche una esperienza incredibilmente caratterizzante per l’intero comparto dell’editoria calabrese costretta a rincorrere, sul piano dei contenuti, le incursioni a viso aperto del quotidiano “Calabria Ora” edito proprio dalla famiglia Citrigno. Un vero caso di scuola nel tessuto dell’informazione tradizionale della carta stampata prima che i nuovi sistemi di comunicazione integrata tra social, web e Tv prendessero il sopravvento.
Al centro della scena
Una esperienza imprenditoriale multilivellare, insomma, richiamata anche nel focus dedicato dall’ultimo numero della rivista nazionale Quale Impresa (QI) dei Giovani imprenditori di Confindustria, che ha posto l’accento proprio sul passaggio di testimone da Pietro Citrigno a suo figlio Alfredo, oggi a capo di un Gruppo che in ambito sanitario supporta e affianca la sanità pubblica sanandone le carenze strutturali e offrendo servizi strategici per completare il quadro dell’offerta sanitaria ai cittadini calabresi e siciliani. Un impegno imprenditoriale che, nell’intervista concessa da Alfredo Citrigno alla direttrice della testata Monica Esposito, viene cristallizzato e posto in risalto come modello vincente di corretta gestione aziendale, e quindi di modello replicabile per accompagnare il futuro delle aziende italiane che intendano proiettarsi al futuro.
Verso i 1000 dipendenti
Il cambio generazionale su cui viene posto l’accento, infatti, valorizza proprio il forte radicamento del Gruppo Citrigno ai valori che hanno ispirato e accompagnato la nascita di una impresa che oggi conta 600 dipendenti e che punta, attraverso ulteriori investimenti già in atto, a produrre ulteriori 400 opportunità occupazionali in un’area del Paese da sempre affamata di lavoro.
«Ho ereditato una realtà solida, radicata nel territorio e costruita sulla serietà, sulla tenacia e sull’attenzione al paziente – spiega Alfredo Citrigno in riferimento al lascito paterno e rispondendo a un’apposita domanda della direttrice Esposito –. Mio padre ha avviato la sua carriera imprenditoriale con determinazione, unendo concretezza e lungimiranza. Questi valori restano il riferimento per le mie scelte, anche in una fase che richiede strumenti organizzativi e competenze nuovi». Una posizione netta che pone l’accento sul valore della continuità nella proiezione al futuro.
Un modello per le imprese
L’ultimo numero di “QI” è stato dato alle stampe anche alla luce dell’appuntamento annuale di Capri, tenutosi dal 16 al 17 ottobre, che ha richiamato imprenditori, ministri, governatori di regione impegnati a confrontarsi sulla società del futuro e sull’impatto sociale che l’avvento in ogni processo legato all’intelligenza artificiale avrà sulla salute delle persone, sul lavoro, sull’economia. Tra loro, anche il presidente Roberto Occhiuto. E un dato è spiccato su tutti: l’innovazione dei sistemi gestionali non potrà prescindere dall’umanizzazione e dall’attualizzazione delle esperienze manageriali di successo del recente passato. Esattamente la linea che il Gruppo Citrigno ha da sempre seguito nella caratterizzazione del proprio impegno economico e sociale partendo proprio dalla visione di Pietro Citrigno, una visione ora spinta verso il futuro dal figlio Alfredo già proteso verso un approccio nuovo caratterizzato dalla consapevolezza di dover garantire una piena integrazione dei nuovi strumenti tecnologici alla filosofia aziendale che ha reso storicamente possibile la crescita del Gruppo.

