Un'indagine europea di SD Worx fotografa un rapporto sempre più difficile con il tempo libero. L'Italia è tra i peggiori Paesi per ferie non godute e cresce il fenomeno di chi continua a lavorare anche durante le vacanze. Ecco cosa prevede la normativa
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Le ferie restano un diritto, ma per molti lavoratori italiani stanno diventando un lusso. È quanto emerge dall'ultima indagine europea realizzata da SD Worx, che ha coinvolto oltre 16.500 lavoratori in diversi Paesi del continente e restituisce un quadro poco incoraggiante per l'Italia.
Solo il 44,5% dei lavoratori italiani dichiara di essere riuscito a utilizzare tutti i giorni di ferie maturati nell'ultimo anno, il secondo dato peggiore in Europa. A pesare non è soltanto il carico di lavoro, ma anche il senso di responsabilità verso colleghi e azienda: il 44% degli intervistati afferma infatti di non sentirsi libero di assentarsi perché teme di lasciare ulteriore lavoro ai propri colleghi.
La difficoltà a staccare emerge anche sotto altri aspetti. L'85% dei dipendenti sostiene di aver continuato a lavorare pur non sentendosi bene, rinunciando a chiedere un giorno di malattia. Nemmeno le vacanze sembrano rappresentare una vera pausa: il 63% continua a pensare al lavoro o a svolgere qualche attività lavorativa anche durante le ferie.
A confermare un cambiamento nelle abitudini lavorative è anche il ricorso sempre più frequente agli straordinari. L'88% dei lavoratori dichiara di svolgere, almeno occasionalmente, attività oltre l'orario previsto dal proprio contratto.
Cosa dice la legge sulle ferie non godute
In Italia il diritto alle ferie è tutelato dall'articolo 36 della Costituzione e disciplinato dall'articolo 2109 del Codice civile e dal decreto legislativo 66/2003.
La normativa stabilisce che ogni lavoratore ha diritto ad almeno quattro settimane di ferie retribuite all'anno, che non possono essere sostituite da un'indennità economica durante il rapporto di lavoro, salvo il caso della cessazione del contratto.
Le prime due settimane devono essere fruite, se richieste dal lavoratore, nell'anno di maturazione; le restanti due settimane devono essere godute entro i 18 mesi successivi alla fine dell'anno di maturazione. I contratti collettivi possono riconoscere periodi di ferie superiori al minimo di legge.
Se il rapporto di lavoro termina e il dipendente non ha potuto usufruire delle ferie maturate, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere la cosiddetta indennità sostitutiva delle ferie non godute. Diversamente, durante il rapporto di lavoro il pagamento delle ferie in luogo del loro utilizzo è generalmente vietato, proprio perché il legislatore considera il riposo un diritto irrinunciabile, finalizzato alla tutela della salute e del benessere del lavoratore.
I dati dell'indagine mostrano tuttavia come, nella pratica, il diritto alla disconnessione resti spesso difficile da esercitare. Tra carichi di lavoro elevati, timore di creare disagi ai colleghi e crescente reperibilità, sempre più italiani faticano a vivere le ferie come un autentico periodo di riposo.

