L’allarme lanciato nell’ultimo report della Banca d’Italia. Si punta ad alzare i livelli di sicurezza: adottato il sistema Ipr, ecco di cosa si tratta
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
Trentuno euro ogni 100mila euro versati nel 2025 sulle carte prepagate sono finite in mano ai truffatori. Lo dice l’ultimo report della Banca d’Italia sul rischio di frodi nel nostro Paese. L’analisi si riferisce ai primi sei mesi dello scorso anno.
Fenomeno consolidato che resta contenuto nei pagamenti digitali, sui bonifici, sulle carte di debito e credito, sulla moneta elettronica e sui prelievi agli Atm. Rispetto all’ammontare complessivo delle operazioni di pagamento, le attività malevole si sono portati via “solo” 3 euro ogni 100mila euro oggetto di transazioni attraverso canali e strumenti tecnologici.
In diminuzione, secondo il report, le frodi sui bonifici istantanei: 43 euro ogni 100mila oggetto di transazione nel primo semestre del 2025. Più di 40 euro non sono pochi, il dato è in lieve calo. Sono numeri, dice Bankitalia, superiori a quelli relativi alle manomissioni dei bonifici Sepa ordinari molto gettonati dai truffatori. Dallo scorso ottobre banche e operatori finanziari hanno innalzato i livelli di sicurezza grazie all’adozione del sistema Ipr, che attraverso una doppia chiave di verifica punta a ridurre il rischio di pagamenti verso destinatari fraudolenti o errati.

