Il sindacato chiede un tavolo urgente anche sul nuovo Piano regionale dei trasporti, denunciando il rischio di scelte calate dall’alto e ricadute sui lavoratori
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Sindacalisti della Uil: Spadaro, Mazzuca e Senese
Il trasporto pubblico in Calabria vive una fase che il sindacato definisce decisiva. A sostenerlo, in una nota congiunta, sono la segretaria generale della Uil Calabria Mariaelena Senese, il segretario generale della Uil Trasporti Calabria Natale Spadaro e il segretario territoriale della Uil Trasporti Cosenza Andrea Mazzuca, che chiedono alla Regione un confronto immediato sulla tenuta del sistema e sul futuro delle aziende del settore.
Nel documento, la Uil mette insieme tre vicende simboliche, AMC Catanzaro, Atam Reggio Calabria e Amaco Cosenza, ma indica proprio il caso Amaco come il segnale più evidente delle difficoltà strutturali del modello calabrese del trasporto pubblico locale. La vertenza cosentina, secondo il sindacato, non può essere letta come una semplice crisi aziendale, ma come il riflesso di un equilibrio regionale diventato fragile.
Il nodo Amaco e la richiesta di mantenere il perimetro pubblico
Il passaggio più netto della presa di posizione riguarda Amaco. Per la Uil, l’azienda cosentina non ha rappresentato soltanto un soggetto del trasporto pubblico locale, ma un presidio di mobilità e una funzione sociale per la città, soprattutto a tutela delle fasce più deboli.
Per questo il sindacato sostiene che il futuro di Amaco debba restare all’interno del perimetro pubblico, considerato l’unico spazio in grado di garantire continuità del servizio, tutela dei lavoratori e salvaguardia dei livelli occupazionali. Sullo sfondo resta una partita già da mesi molto delicata, con forti tensioni sindacali legate alla cessione del ramo Tpl e al tema delle garanzie per il personale.
Il Piano regionale dei trasporti sotto osservazione
Accanto alla vicenda Amaco, la Uil punta il dito contro le modalità di redazione del nuovo Piano regionale dei trasporti. Il sindacato lamenta di avere appreso informalmente della sua definizione, senza un coinvolgimento reale delle parti sociali.
La critica arriva mentre la Regione ha effettivamente pubblicato, a marzo 2026, il nuovo documento tecnico del PRT Calabria, insieme all’executive summary e agli allegati ambientali, avviando un impianto programmatico che ridisegna la mobilità regionale in chiave di accessibilità, sostenibilità e connessione territoriale.
Secondo la Uil, però, un piano di questa portata non può essere solo una scelta tecnica o politica: deve diventare uno strumento condiviso, costruito anche attraverso il confronto con chi rappresenta lavoratori e territori.
Investimenti e concertazione
Nel testo sindacale viene richiamato anche il dato economico del Piano, che punta a investimenti complessivi per oltre 34 miliardi di euro nell’arco dei prossimi vent’anni. Il nuovo PRT, infatti, si presenta come aggiornamento della programmazione regionale e contiene una visione di lungo periodo per trasformare la Calabria in una regione più accessibile, resiliente e sostenibile.
La Uil avverte però che, senza concertazione, questo impianto rischia di restare tecnicamente ambizioso ma socialmente fragile. In altre parole: le risorse e la pianificazione non bastano se non vengono accompagnate da un percorso condiviso sulle scelte strategiche e sulle ricadute occupazionali.
Le richieste del sindacato alla Regione
Per queste ragioni, la Uil Calabria e la Uil Trasporti avanzano tre richieste formali. La prima è un incontro urgente su Amaco, per affrontare immediatamente le conseguenze sul lavoro e individuare soluzioni coerenti con la difesa della gestione pubblica.
La seconda è la convocazione di un tavolo permanente sul Piano regionale dei trasporti, mentre la terza riguarda la piena partecipazione delle organizzazioni sindacali nella definizione delle scelte strategiche sul futuro del trasporto pubblico locale in Calabria.





