C'è un parco nel cuore di Quattromiglia che molti non sanno nemmeno che esista. È nascosto tra i palazzi, dimenticato, eppure luminoso. Si chiama parco Giorcelli, e il 16 maggio sarà il palcoscenico del “Festival a km 0”, un evento che rappresenta un vero atto d'amore verso il territorio e la comunità studentesca che gravita intorno all’Unical. A volerlo fortemente è stata l'associazione culturale 4e20, nata dall’impegno di tre ex studenti di Giurisprudenza dell'ateneo rendese – Ugo Pignataro (nostro ospite in studio), Salvatore Primerano e Francesco Anania - con una convinzione precisa: che la Calabria abbia tutto ciò di cui ha bisogno per splendere, e che qualcuno debba semplicemente crederci abbastanza da agire.

Il 16 maggio il 4e20 Day anima il parco Giorcelli di Quattromiglia con 12 ore di musica live, dj set e artisti calabresi. Parla uno degli organizzatori: «Vogliamo creare sviluppo attraverso questi momenti di aggregazione»

Da Scuola Zoo al palco: una vocazione nata dal basso

Tutto nasce da un'amicizia universitaria, da quei corridoi dell'Unical dove tre ragazzi si conoscono al primo anno senza immaginare cosa avrebbero costruito insieme. «All'inizio non c'era questa idea di fare feste o creare intrattenimento per la gente – ammette Ugo Pignataro – ma il mio background nell'animazione, maturato lavorando con Scuola Zoo, a contatto con i bambini, mi ha fatto dire: “Proviamo a tracciare una strada”»

Il Covid ha bloccato i primi tentativi sul nascere, ma il gruppo ha saputo resistere e aspettare e quando l'occasione giusta si è ripresentata non se la sono lasciata sfuggire. Da organizzatori di eventi sono diventati associazione culturale, con un orizzonte più ambizioso e una missione che va oltre le serate: «Vogliamo portare la Calabria e i suoi talenti a un livello nazionale».

Il nome stesso - 4e20 - è un omaggio affettuoso al luogo dove tutto è iniziato, Quattromiglia appunto, trasformato in sigla, in vera e propria carta d’identità.

La riqualificazione del Parco Giorcelli: un gesto quasi politico

Il parco Giorcelli è lì da sempre, eppure è stato per molto tempo invisibile. Ugo lo descrive con quella mestizia di chi vede ogni giorno qualcosa di bello andare sprecato: «È un parco che ho proprio sotto casa da quattro anni, purtroppo è un parco abbastanza trascurato dove la gente non va più. Dirò anche che molti ci chiedono: "ma dov'è?" Ed è stranissimo, perché è in mezzo alla città».

Scegliere quel parco come sede del 4e20 Day è stata, dunque, una scelta per nulla difficile. Riportare vita in uno spazio abbandonato, fare festa là dove c'era degrado, è un gesto che dice qualcosa all’intera comunità: «Questa cosa di poter festeggiare in un polmone verde quando intorno ci sono dei palazzi per noi è molto importante, anche per quanto riguarda l’impatto ambientale».

L'associazione ha pensato a tutto in chiave territoriale: gli artisti vengono dalla Calabria, il cibo è calabrese, le grafiche delle maglie dell'evento sono realizzate da creativi locali. «Sarà un vestito a chilometro zero», sintetizza Ugo, con quella soddisfazione di chi sa di aver trovato la formula giusta.

Undici-dodici ore di musica, dal primo pomeriggio fino all'una di notte, con quindici dj, una decina di artisti tra band e singoli, due presentatori. Ingresso gratuito, capienza limitata: «Abbiamo voluto fare una roba per far venire più gente possibile senza pagare un ingresso. E in tal senso ne approfitto per dirvi di arrivare il prima possibile, mi farebbe piacere farvi entrare tutti!».

Cervelli in fuga? Non se possiamo evitarlo

Dietro il festival, comunque, c'è una visione più lunga, che riguarda il senso stesso del rimanere in Calabria. 4e20 nasce, infatti, anche come risposta allo spopolamento dei borghi, alla fuga dei talenti, a non ultimo a quella sensazione che costruire qualcosa di duraturo qui sia impossibile: «Tante volte si parla di cervelli in fuga, di tanti talenti su tutti i fronti che vanno via. Sinceramente, a noi questa cosa non sta bene».

Quattromiglia, con il campus dell'Unical e tutte le sue facoltà, è un laboratorio naturale per il futuro. Per Ugo non è solo un luogo fisico, ma un vero e proprio status symbol: «La vediamo proprio come casa, che ha accolto noi e accoglie tutto il futuro professionale della Calabria». L'obiettivo, ambizioso ma concreto, è trasformare questi momenti di aggregazione in semi di sviluppo: attrarre turismo, creare reti, trattenere chi altrimenti partirebbe.

Il feedback che più lo emoziona arriva dagli studenti: «Ci sono ragazzi che ci dicono: "Da quando vi conosciamo usciamo di casa." È la soddisfazione più grande che una persona come me può togliersi». E per quanto riguarda il futuro di 4e20, la risposta non lascia spazio a interpretazioni: «Deve rimanere in Calabria. Il nostro punto fermo, la nostra casa rimane qui».