A marzo aveva aperto un sito web dove pubblicizzava la vendita di kit per la rilevazione dell’infezione da Covid-19. Metteva a disposizione, per proteggersi dal “Coronavirus”, termometri digitali, mascherine FFP2 e KN95, nonché mascherine chirurgiche. L’uomo, che sfruttava lo stato di necessità delle persone, è stato denunciato. L’accusa è il commercio fraudolento di prodotti non a norma e speculazioni su merci

Coronavirus, sciacalli e mascherine

Come evidenzia il portale Poliziadistato.it, a scoprire l’attività illecita dell’indagato sono stati gli specialisti della Polizia postale di Napoli. Gli agenti, nel costante monitoraggio della rete, hanno individuato il suo indirizzo web. Andavano alla ricerca di attività fraudolente connesse all’emergenza Covid-19 e si sono imbattuti in un sito denominato “Testcovid19.it”. L’attività di indagine ha portato a casa dell’uomo. Lì, durante la perquisizione, gli sono stati  trovati materiali di scarsa qualità e sprovvisti della validazione dell’Autorità Sanitaria Nazionale. Erano anche privi della certificazione CE e dei prescritti requisiti di tracciabilità e di affidabilità. La persona denunciata li aveva acquistati da un fornitore cinese online. Insomma, un vero e proprio atto di sciacallaggio.

L’operazione della Polizia postale

A tal proposito, è opportuno precisare che il test per la diagnosi del Covid-19 deve necessariamente essere eseguito da operatori specializzati. Fanno tutti capo al Dipartimento di prevenzione della Asl competente per territorio. In caso di positività al nuovo coronavirus, la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità. E soprattutto non esistono kit commerciali per la diagnosi dell’infezione. L’operazione condotta dal Compartimento di Napoli rientra nelle attività coordinate a livello centrale dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. Sono finalizzate al contrasto delle vendite fraudolente, nonché per individuare illecite raccolte fondi da destinare agli ospedali.