Nel report bisettimanale, l’Istituto Superiore di Sanità illustra l’andamento dell’epidemia da Covid19 in Italia. Nell’ultimo bollettino, risalente al 9 aprile scorso, si evince che tra i sintomi più comuni c’è la febbre. L’analisi si basa su un campione di 16.654 pazienti deceduti e positivi a Covid19 in Italia. La Regione Lombardia detiene il numero più alto di deceduti. Parliamo di 9.731 persone, pari al 58,4% del totale. Segue l’Emilia Romagna (2.221, pari al 13,3%), poi Piemonte (7,3%), Veneto (4,5%) e Liguria (3,1%). La Calabria, invece, conta 46 morti – dato aggiornato al 9 aprile 2020 – pari allo 0,3%. 

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a Covid19 è 78 anni. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 83-uomini 78). 

Le patologie preesistenti 

La statistica dell’Istituto Superiore di Sanità si basa su 1.453 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,3 a persona. Complessivamente, 51 pazienti (3,5% del campione) presentavano 0 patologie, 215 (14,8%) presentavano 1 patologia, 301 presentavano 2 patologie (20,7%) e 886 (61,0%) presentavano 3 o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 25% dei pazienti deceduti Covid19 positivi seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 15% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina). Nelle donne (448 unità) il numero medio di patologie osservate è di 3,3. Negli uomini (1.005 unità) il numero medio di patologie osservate è di 3,2. 

Diagnosi e sintomi

Una delle analisi più rilevanti dell’Istituto Superiore di Sanità è senza dubbio la diagnosi e i sintomi dei pazienti Covid19. Nelle 93,5% delle diagnosi di ricovero si trattava di polmonite e insufficienza respiratoria o sintomi – quali febbre, dispnea e tosse – compatibili con Covid19. In 91 casi (6,5% del totale) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione.

In 8 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 40 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto, scompenso cardiaco, ictus), in 13 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 30 casi altre patologie. Infine, l’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente osservata in questo campione (96,7% dei casi), seguita da danno renale acuto (23,5%), sovrainfezione (11,0%) e danno miocardico acuto (9,8%).