Il sindaco, che ha partecipato alla consegna del vessillo svoltasi a Roma presso la sede della FEE, annuncia la convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale per condividere il successo con la comunità: «La vera sfida adesso è quella di non perdere il titolo conquistato»
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Sul paese dei mandorli sventola la Bandiera Blu. Il sindaco Maria Rita Acciardi in cuor suo ci sperava, ma la certezza è arrivata soltanto da una telefonata: quella ricevuta da Claudio Mazza, presidente della FEE (Foundation for environmental education): «Quello che sembrava un traguardo lontano si è realizzato, ed ho provato una grandissima emozione nel sentirmi dire che il mio Comune avrebbe ricevuto il prestigioso riconoscimento».
Dopo il biennio 2011-2012, la Bandiera Blu abbandonò il lungomare di Amendolara, per volare su altri lidi. Quattordici lunghi anni di buio, che il sindaco Acciardi preferisce non commentare: «Frutto di scelte amministrative che non condivido, ma non vado oltre».
Sono (addirittura) cento i requisiti richiesti per ottenere il prestigioso vessillo: una trentina quelli più stringenti. Qualità delle acque, depurazione, raccolta differenziata, sostenibilità ambientale, sicurezza e accessibilità delle spiagge, servizi turistici, pianificazione costiera e valorizzazione del territorio, soltanto per citare i criteri principali.
Il sindaco di Amendolara Anna Rita Acciardi ammette: «Siamo partiti da zero. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo lavorato ininterrottamente da ottobre 2024 a gennaio 2026. È stato un processo complesso, portato avanti grazie a un impegno di squadra, e alla collaborazione degli uffici comunali che sono di alta qualità, nonostante le carenze di organico».
La consegna della Bandiera Blu si è svolta a Roma, presso la sede italiana della FEE, alla presenza (tra gli altri) del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Il sindaco di Amendolara Anna Rita Acciardi confessa: «È stato difficile mantenere il segreto fino al giorno della cerimonia, così come il presidente Claudio Mazza mi aveva chiesto di fare».
Il grande vessillo non ha ancora trovato la giusta collocazione nella sede del Municipio, ma (crediamo) sia ormai questione di ore. Nel frattempo, il sindaco Acciardi sta preparando una seduta aperta del Consiglio comunale per condividere con la cittadinanza l’orgoglio e la soddisfazione di essere riusciti a portare la Bandiera Blu ad Amendolara.
Adesso (però) la vera sfida sarà riuscire a mantenere il titolo tanto faticosamente guadagnato: «In alcuni settori, tra cui i servizi e la pianificazione urbanistica, siamo ancora un po’ indietro, e dovremo ripagare l’apertura di credito che la FEE in qualche modo ci ha fatto».
Criticità che incoraggiano a fare meglio, senza per questo togliere valore allo storico risultato: «Quest’anno, in Italia le new entry sono state soltanto quattordici. Tre invece i Comuni che hanno perso la Bandiera Blu. Ad Amendolara, in passato, è già successo. E come amministrazione faremo di tutto per evitare che accada un’altra volta».
La Bandiera Blu (si spera) porterà nel Paese dei Mandorli nuovi flussi di turisti. Ancora prima di ottenere l’agognato titolo, Amendolara aveva già conquistato il primo posto per accoglienza in provincia di Cosenza e il secondo a livello regionale. Uno specchio di mare tra Roseto Capo Spulico e Trebisacce, arricchito dal fascino della misteriosa Secca scoperta nel 1936, che corrisponde (forse) ai resti dell’antica isola di Ogigia, dove la ninfa Calipso per sette anni tentò di irretire Ulisse. La Secca rappresenta un miracolo di biodiversità marina, dove è possibile trovare le migliori aragoste d’Italia.


