Claudio Carlomagno, in carcere per l’uccisione della moglie, è stato isolato dopo il suicidio dei genitori. La procura valuta possibili responsabilità per istigazione
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Claudio Carlomagno, in carcere per l’omicidio della moglie, è stato posto in sorveglianza rafforzata dopo aver manifestato intenti suicidari. «Voglio uccidermi ma non ho il coraggio», avrebbe detto agli operatori penitenziari. La decisione è arrivata all’indomani della notizia della morte dei suoi genitori, Maria Messenio, 65 anni, e Pasquale Carlomagno, 69, che si sono tolti la vita nel giardino della loro villetta ad Anguillara Sabazia, sulle rive del lago di Bracciano. A Civitavecchia la cella dell’uomo è stata svuotata: gli sono stati lasciati solo indumenti di carta e una coperta termica, come previsto dal protocollo in caso di rischio di autolesionismo.
La procura di Civitavecchia, guidata da Alberto Liguori, sta ricostruendo gli ultimi movimenti della coppia e l’impatto psicologico del linciaggio mediatico che avrebbe contribuito a precipitare la situazione. Nella casa del figlio minore, a Roma, è stata trovata una lettera di addio composta da due pagine manoscritte, in cui i coniugi fanno riferimento all’«odio via social», agli insulti e ai messaggi ricevuti dopo l’arresto del figlio. A dare l’allarme è stata una parente: alle 18.40 la sua telefonata al 112 ha interrotto un silenzio che si era fatto sospetto.
Nel frattempo, gli inquirenti stanno valutando le dichiarazioni rese da Carlomagno durante l’interrogatorio: secondo il procuratore Liguori, la ricostruzione fornita dall’uomo presenta «delle incongruenze». Alla luce del suicidio della coppia, la magistratura sta ora esaminando anche l’eventuale configurabilità dell’istigazione al suicidio, per capire se le pressioni esterne abbiano avuto un ruolo nella scelta dei genitori.
Una vicenda che si carica di ulteriori elementi drammatici, come sottolinea il legale dell’indagato, Andrea Miroli: «Il mio pensiero non va solo al mio assistito, ma a suo figlio, che in pochi giorni ha perso la madre, i nonni e, per lungo tempo, anche il padre». A pesare, oltre all’impatto emotivo, è la prospettiva di una inchiesta che si allarga e che ora deve fare i conti con un quadro familiare travolto dalla tragedia.

