Il fronte contrario alla riforma Nordio guadagna terreno secondo l’ultimo sondaggio di Ixè, che fotografa un vantaggio record dei contrari in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Il No si attesta tra il 51,3% e il 54,3%, mentre il Sì oscilla tra il 45,7% e il 48,7%, con gli indecisi stimati attorno al 40%. La media del distacco tra le due posizioni è di circa sei punti, un’inversione netta rispetto al sondaggio di novembre 2025, che aveva invece registrato un leggero vantaggio del Sì.

L’indagine, condotta tra il 17 e il 23 febbraio su un campione di 1.200 cittadini con un margine d’errore del 2,83%, mostra anche una crescente consapevolezza tra gli italiani: il 56% dichiara di essere sufficientemente informato sui contenuti della riforma, in aumento rispetto al 46% di gennaio, mentre un terzo ammette di conoscere solo parzialmente i dettagli del referendum. Curiosamente, quasi il 32% degli intervistati non sa che il voto sarà valido anche senza il raggiungimento del quorum del 50% più uno, come previsto per i referendum costituzionali.

L’analisi dei segmenti demografici rivela un consenso molto marcato per il No tra i più giovani (71% tra 18 e 34 anni), le donne (60%), chi non si colloca politicamente (60%) e chi non ha partecipato alle ultime elezioni (64%). Il Sì conserva terreno soprattutto nelle fasce 45-54 anni (60%) e 55-64 anni (57%), oltre a risultare maggioritario tra gli uomini (53%). Tra gli indecisi, quasi la metà sembra inclinata verso il No, mentre un terzo si dichiara favorevole al Sì, lasciando un 21% senza orientamento: un segnale che il fronte dei contrari potrebbe ampliare ulteriormente il proprio margine di vantaggio.

Interessante anche il dato sulla fiducia nelle istituzioni: il 51% degli intervistati esprime un giudizio positivo sulla magistratura, in crescita rispetto al 45% dell’anno precedente, mentre i partiti politici restano al minimo storico, con soli il 12% degli italiani che dichiara fiducia.