Lo spazio potrebbe essere molto più "dolce" di quanto immaginiamo. Un gruppo di astrochimici ha annunciato di aver individuato l'eritrulosio, un particolare tipo di zucchero, in una nube di gas e polveri situata nei pressi del centro della Via Lattea. Una scoperta che potrebbe avere importanti implicazioni nella ricerca della vita oltre la Terra.

L'eritrulosio è una molecola composta da quattro atomi di carbonio. Sulla Terra è presente naturalmente in alcuni frutti, tra cui i lamponi, ed è conosciuto anche per alcune applicazioni nel settore cosmetico. Ma è la sua presenza nello spazio a incuriosire gli scienziati.

Perché è una scoperta importante

Gli zuccheri sono molecole organiche fondamentali. Pur non essendo sinonimo di vita, rappresentano uno dei "mattoni" necessari per la formazione di composti biologici più complessi. Trovarli nello spazio significa che la chimica capace di produrre molecole indispensabili agli organismi viventi può svilupparsi anche lontano dai pianeti.

Negli ultimi anni gli astronomi hanno già identificato decine di molecole organiche nello spazio interstellare, tra cui alcoli, amminoacidi semplici e altri composti contenenti carbonio. L'individuazione dell'eritrulosio aggiunge un nuovo tassello a questo mosaico.

Dove è stato trovato

La molecola è stata rilevata in una vasta nube molecolare vicino al centro della Via Lattea, una regione ricca di gas, polveri cosmiche e intensa attività chimica. Proprio queste gigantesche nubi sono considerate le "culle" in cui nascono nuove stelle e sistemi planetari.

Le osservazioni sono state effettuate attraverso radiotelescopi in grado di riconoscere la particolare "firma" lasciata dalle molecole quando assorbono o emettono onde radio.

Siamo più vicini agli alieni?

La risposta, almeno per ora, è no.

La presenza di uno zucchero nello spazio non significa che esistano forme di vita extraterrestri, ma conferma che gli ingredienti chimici necessari alla loro eventuale comparsa sono molto diffusi nell'Universo.

È un po' come trovare farina, acqua e lievito in una cucina: non significa che ci sia già il pane, ma che esistono gli elementi per prepararlo.

Per gli astrobiologi questa è un'indicazione importante, perché suggerisce che la chimica prebiotica – quella che precede la nascita della vita – potrebbe essere un fenomeno comune nella nostra galassia.

Una galassia piena di molecole organiche

Negli ultimi decenni gli astronomi hanno scoperto nello spazio oltre 300 diverse molecole, molte delle quali organiche. Alcune sono sorprendentemente complesse e dimostrano che le reazioni chimiche possono avvenire anche nelle condizioni estreme delle nubi interstellari.

Ogni nuova scoperta rende sempre più plausibile l'idea che i composti necessari alla formazione della vita non siano un'esclusiva della Terra, ma possano essere presenti ovunque esistano stelle e pianeti.

Una scoperta che guarda al futuro

L'identificazione dell'eritrulosio rappresenta un ulteriore passo avanti nello studio dell'origine della vita. Le future osservazioni con telescopi sempre più potenti potrebbero individuare molecole ancora più complesse, avvicinando gli scienziati alla risposta a una delle domande più antiche dell'umanità: siamo davvero soli nell'Universo?