Un confronto che si accende dopo l’episodio del 22 gennaio, ma che l’amministrazione comunale vuole riportare sul terreno dei fatti e delle verifiche tecniche. È netto il tono della replica dell’assessore ai Lavori pubblici di San Giovanni in Fiore, Marco Ambrogio, intervenuto per rispondere alle dichiarazioni dell’ex sindaco Giuseppe Belcastro sull’allagamento che ha interessato l’Abbazia florense.

«Le affermazioni dell’ex sindaco Pino Belcastro sono pure insinuazioni. Sul recente allagamento dell’Abbazia florense non si può mentire a sé stessi e agli altri diffondendo sospetti che non hanno alcun riscontro tecnico. Bisogna invece accertare le cause reali dell’episodio e intervenire di conseguenza», afferma Ambrogio, respingendo ogni tentativo di attribuire responsabilità politiche all’amministrazione in carica.

L’assessore richiama il valore simbolico e culturale del monumento per la comunità di San Giovanni in Fiore: «L’Abbazia florense è un monumento unico. Simbolo della città, rappresenta un patrimonio culturale che va protetto senza strumentalizzazioni». Da qui il rifiuto di una narrazione che, secondo Ambrogio, «in maniera arbitraria prova a collegare l’accaduto a scelte dell’amministrazione comunale in carica, richiamando il finanziamento regionale da 2,5 milioni e insinuando responsabilità politiche».

Nel merito, l’episodio viene inquadrato come conseguenza delle imponenti precipitazioni che hanno colpito l’intera Calabria: «Conseguente alle imponenti precipitazioni che hanno colpito gravemente tutta la Calabria, l’episodio in questione si affronta con sopralluoghi, verifiche e atti tecnici. I processi mediatici sono strumentali e inutili».

La linea indicata dall’assessore è chiara e orientata alla prevenzione: «Serve al contrario una verifica tecnica approfondita che indichi cause, criticità, misure urgenti e interventi di prevenzione. Questa è l’unica strada per tutelare l’Abbazia florense». E la conclusione è un invito a evitare lo scontro: «Chi vuole bene al monumento, lavora per proteggerlo. Chi lancia accuse senza prove, alimenta confusione e mette l’Abbazia al centro di uno scontro che non serve a nessuno».