L’esponente del Pd segnala pagamenti per oltre 1,18 milioni di interessi su un capitale di 1,21 milioni e sollecita verifiche
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Fatture che, secondo la documentazione richiamata, non risulterebbero registrate in contabilità e debiti indicati come già azzerati, ma sui quali sarebbero stati comunque corrisposti interessi moratori per oltre 1,18 milioni di euro. È la vicenda sulla quale Carlo Guccione, componente della direzione nazionale del Partito democratico, chiede chiarezza all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.
La denuncia politica è contenuta in un comunicato nel quale l’esponente del Pd cita una sorte capitale di 1.218.889,33 euro e interessi moratori pagati per 1.183.646,90 euro.
Le cifre e le anomalie prospettate derivano dalla ricostruzione fornita da Guccione e dovranno essere verificate attraverso gli atti contabili e amministrativi dell’Azienda. Nel comunicato non è riportata la posizione dell’Asp di Cosenza né risultano chiariti il creditore, il periodo al quale si riferiscono le fatture e gli eventuali procedimenti che avrebbero determinato il pagamento.
Interessi pari a quasi il 97 per cento del capitale
Il dato sul quale Guccione concentra la propria attenzione è il rapporto tra il capitale originariamente dovuto e gli interessi maturati.
Secondo i numeri indicati nella nota, gli interessi moratori ammonterebbero a quasi il 97 per cento della sorte capitale. In termini pratici, osserva l’esponente democratico, per ogni euro di debito l’Azienda ne avrebbe pagato quasi un altro a causa del ritardo accumulato.
«Gli interessi rappresentano quasi il 97 per cento del capitale dovuto. In pratica, per ogni euro di debito reale, l’Asp ne ha pagato quasi un altro solo di more per il ritardo», sostiene Guccione.
La corresponsione di interessi moratori può derivare dal mancato pagamento delle fatture entro i termini previsti, ma per ricostruire correttamente la vicenda sarà necessario verificare le date di emissione, le scadenze, le eventuali contestazioni e gli atti che hanno riconosciuto il credito.
Il riferimento alle fatture non registrate e al debito azzerato
La contestazione più rilevante riguarda il presunto pagamento di fatture che, secondo Guccione, non sarebbero state registrate in contabilità e risulterebbero associate a un debito residuo pari a zero.
«Si pagano fatture che non sono registrate in contabilità e che, addirittura, risultano già azzerate per il debito dovuto. La stessa Asp attesta un importo residuo da pagare pari a zero», afferma l’esponente del Pd.
Non è chiaro, sulla base del solo comunicato, se il valore residuo pari a zero derivi proprio dal pagamento effettuato, da una precedente compensazione, da una rettifica contabile o da un’altra operazione amministrativa.
L’accertamento richiederà quindi l’esame delle fatture, dei mandati di pagamento, dei registri contabili e dei provvedimenti attraverso i quali l’Asp avrebbe riconosciuto il capitale e gli interessi.
«Si faccia piena chiarezza sull’utilizzo delle risorse»
Guccione chiede che vengano ricostruite le responsabilità amministrative e contabili eventualmente collegate alla vicenda.
«Se questi fatti saranno accertati, siamo di fronte a una vicenda che solleva interrogativi gravissimi sull’utilizzo delle risorse pubbliche», dichiara.
La richiesta di individuare eventuali responsabilità
Nel comunicato Guccione richiama il principio secondo cui le risorse della sanità devono essere utilizzate con trasparenza e nel rispetto delle procedure contabili.
«Chi ha sbagliato paghi», afferma, chiedendo che ogni eventuale responsabilità venga individuata dagli organi competenti.
Attesa la posizione dell’Azienda sanitaria
Guccione conclude il proprio intervento sostenendo che i cittadini abbiano diritto a conoscere la destinazione delle risorse pubbliche e le ragioni dei pagamenti effettuati.
«I cittadini hanno diritto alla trasparenza, alla verità e all’accertamento di ogni eventuale responsabilità», dichiara.

