Il capogruppo di Occhiuto presidente in Regione e vicesegretario di Forza Italia sull’azienda di trasporto di Cosenza: «In ballo i posti di padri e madri di famiglia, non sono sacrificabili»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«Sul futuro di Amaco è necessario essere chiari: il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale e non può essere sacrificato a logiche esclusivamente privatistiche». È quanto afferma - il Capogruppo di Occhiuto Presidente, Pierluigi Caputo - intervenendo nel dibattito sul destino dell’azienda che gestisce la mobilità urbana. «Amaco – sottolinea – non è semplicemente un’azienda. È un presidio fondamentale per la mobilità dei cittadini e un elemento di coesione sociale per l’intero territorio».
Preoccupano, quindi, le ipotesi di vendita del ramo d’azienda. «Ancora più grave – prosegue – è il dato economico: il valore stimato dell’immobile è di circa 5 milioni di euro, mentre l’offerta avanzata da un imprenditore cosentino sarebbe di 2,1 milioni di euro per l’acquisto non solo dell’immobile ma anche dei beni e della quota di partecipazione in Cometra. In altre parole, si rischia di svendere un patrimonio pubblico e un servizio essenziale della città».
A questo si aggiunge la questione occupazionale. «Nell’avviso relativo all’organizzazione del servizio - evidenzia - si prevede una forza lavoro di 90 dipendenti, con un massimo di 95 unità dopo la revisione dei bacini. Una clausola inserita nel contratto che appare in contrasto con le norme regionali».
«Dietro questi numeri - conclude Caputo - non ci sono semplici statistiche: ci sono lavoratori, famiglie e professionalità che per anni hanno garantito il funzionamento del trasporto pubblico cittadino. Ridurre il servizio o comprimere l’occupazione significherebbe colpire non solo i lavoratori, ma anche la qualità del servizio offerto ai cittadini».
«Per queste ragioni continuerò a sostenere con determinazione, in tutte le sedi politiche e istituzionali, la necessità di mantenere Amaco pubblica, difendendo il lavoro, il diritto alla mobilità dei cittadini e un servizio che rappresenta un bene collettivo della nostra comunità».

