La protesta contro la DGR 400/2026: raccolta firme e mobilitazione sul territorio per chiedere una Cardiologia con UTIC ed Emodinamica attiva 24 ore su 24 nel presidio ospedaliero di Corigliano Rossano.
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Queste ultime settimane l’opinione pubblica, ed in particolare la zona del nord-est della Calabria, è stata coinvolta nella discussione sugli effetti della DGR n. 400/2026, prodotta dalla Sua Giunta all’unanimità con l’unica assenza dell’assessore Montuoro, nella quale si stabilisce che l’attività di Emodinamica H24 per la gestione dello STEMI rimane riservata ai Centri Hub, mentre l’attività H6-H12 è destinata alle procedure programmate, alla diagnostica invasiva e al follow-up.
Consideriamo irricevibili e lesive del diritto alla cura di centinaia di migliaia di persone residenti sul territorio le “giustificazioni” riferibili ad astruse e irricevibili norme, su tutte il Decreto Ministeriale 70/2015, che non solo confligge con il buon senso, ma appare assolutamente svincolato dalle condizioni orografiche, sociali, stradali e demografiche della nostra terra, consegnando alla politica l’elemento decisionale e il compito di intraprendere qualsiasi percorso necessario per garantire il diritto alla cura, per come stabilito dall’art. 32 della Costituzione e dalla riforma del SSN del 23/12/1978. Peraltro, nella delibera citata si legge con chiarezza: “Risulta necessario trasferire quotidianamente i pazienti coronaropatici nei centri Hub per completare l’iter diagnostico-terapeutico, con conseguenti ripercussioni sulla tempestività di assistenza e cura del paziente e sulla disponibilità dei posti nei centri Hub per trattare l’emergenza, nonché sull’intero assetto organizzativo del sistema, ecc.”.
Risulta quindi necessario precisare che le sindromi coronariche acute (SCA) sono un insieme di condizioni causate da ischemia miocardica acuta e da un’improvvisa e grave riduzione del flusso sanguigno al cuore. In che forma si ritiene, dunque, possa rappresentarsi l’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale, nel caso delle patologie tempo-dipendenti, nelle quali la tempestività dell’intervento costituisce un elemento essenziale per garantire la sopravvinenza del pazient e l’efficacia delle cure?
Da recenti notizie riportate dalla stampa è emersa, inoltre, l’ipotesi di un’organizzazione di tipo itinerante dell’attività di Emodinamica a servizio dello spoke di Rossano, circostanza che rende necessario chiarire che questa non ha alcun nesso di relazione con le moderne risposte alla SCA. L’infarto è un’emergenza tempo-dipendente, il che significa che ogni minuto perso aumenta la morte del tessuto cardiaco e il rischio di vita. È proprio il tempo la prima terapia. L’intervento specialistico, come l’angioplastica, deve avvenire idealmente entro 120 minuti dall’inizio dei sintomi: ben altra cosa, dunque, da qualsiasi ipotesi di “Emodinamica itinerante”, che, in altro contesto, potrebbe avere un carattere programmato di tipo ambulatoriale, ma che, allo stato attuale, evade completamente il diritto alla cura di decine di migliaia di cittadini. La popolazione della Sibaritide, in caso di infarto acuto del miocardio, continua tuttavia a dipendere dalla possibilità di trasferimento verso strutture in grado di assicurare il trattamento interventistico dell’emergenza, con tempi di percorrenza che possono diventare particolarmente rilevanti in relazione alla distanza dai Centri Hub e alle caratteristiche della viabilità della fascia ionica.
La Calabria è al secondo posto in Italia per il tasso di ricovero per infarto acuto del miocardio, sia tra gli uomini che tra le donne. Dai dati riferibili ai ricoveri, la regione registra tra i tassi più alti d’Italia per infarto e detiene il primato nazionale per la mobilità sanitaria (29,5% nel 2023), cioè per i pazienti che si curano fuori regione. Per quanto riguarda la mortalità, si contano oltre 500 decessi all’anno a causa diretta dell’infarto, inseriti nel quadro più ampio di circa 8.000 morti annue per malattie cardiovascolari in Calabria. Per le recidive, circa un paziente su cinque (il 20%) rischia un secondo episodio di infarto entro dodici mesi dal primo. I dati in nostro possesso rilevano una criticità significativa in termini di risposta alle esigenze delle nostre popolazioni. Castrovillari: circa 20.000 abitanti, 1.030 dimissioni; Paola-Cetraro: 24.000 abitanti, 917 dimissioni; Corigliano Rossano: circa 200.000 abitanti, 320 dimissioni.
In questo senso avvertiamo la necessità di intraprendere un percorso di mobilizzazione delle popolazioni interessate, con la raccolta firme da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale e dell’opinione pubblica più vasta.
Andremo nelle piazze dei paesi interni e della costa con l’obiettivo di sollevare una nuova stagione di diritti universalmente riconosciuti dalla Costituzione repubblicana. Elemento minimo, riteniamo, sia la necessità di una Cardiologia con UTIC con annessa Emodinamica 24 H nel presidio ospedaliero di Corigliano Rossano, che possa trattare gli STEMI, garantendo a tutti la possibilità di vita per come previsto dalla Costituzione Repubblicana.
Sinistra Italiana AVS – Basso Ionio Cosentino
Sinistra Italiana AVS – Alto Ionio Cosentino
Sinistra Italiana AVS – Federazione Provinciale di Cosenza

