Il sindaco di Corigliano-Rossano commenta la fine della gestione straordinaria in Calabria e accusa il governatore di avere fallito sia da presidente sia da commissario
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Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano
La fine del commissariamento della sanità calabrese, deliberata ieri dal Consiglio dei ministri dopo 17 anni, riapre subito lo scontro politico in Calabria. A intervenire con toni durissimi è il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che legge la decisione non come un traguardo da celebrare, ma come un passaggio che toglie al presidente della Regione Roberto Occhiuto un alibi politico. Il governo ha effettivamente disposto la revoca del commissariamento, mentre lo stesso Occhiuto ha chiarito che resta ancora aperto il nodo del Piano di rientro.
Nel comunicato, Stasi sostiene che il vero problema della sanità calabrese non sia mai stato soltanto il regime commissariale, ma la qualità della classe dirigente che ha governato il settore. «Il nostro problema non era il commissariamento, ma una classe dirigente avvinghiata al potere che ha fallito miseramente in ogni campo», afferma il sindaco, chiedendo un rinnovamento radicale della guida politica regionale.
Il primo cittadino mette nel mirino soprattutto la figura di Occhiuto, ricordando che, a differenza di altri governatori che hanno dovuto convivere con commissari esterni, l’attuale presidente ha ricoperto anche un ruolo diretto nella gestione straordinaria. Per questo, secondo Stasi, la fine del commissariamento rappresenta «un importante atto per una ulteriore responsabilizzazione della politica», perché da ora in avanti sarà ancora più difficile scaricare su altri le criticità della sanità calabrese.
Nel testo c’è anche un passaggio fortemente polemico sull’uso dei poteri straordinari. Stasi accusa Occhiuto di non avere mai rinunciato alla logica commissariale e richiama perfino il commissariamento dell’edilizia sanitaria, definito nel comunicato «ulteriore ed insensato». L’attacco si concentra su quella che, nella lettura del sindaco, sarebbe stata una gestione costruita più sulla propaganda che sui risultati.
Un altro fronte della polemica riguarda il rapporto tra la fine del commissariamento e il recente via libera della Calabria alle pre-intese sull’autonomia differenziata anche in materia sanitaria. Su questo punto il dibattito politico è esploso nei giorni scorsi, dopo il voto favorevole espresso dalla Regione nella sede della Conferenza Stato-Regioni. Diverse fonti calabresi hanno collegato il passaggio sull’autonomia differenziata alla decisione del governo sulla sanità, mentre lo stesso Occhiuto ha negato che si sia trattato di uno scambio politico.
Stasi, però, insiste proprio su questo nesso e sostiene che la revoca del commissariamento arrivi in un momento tutt’altro che neutro. «Sarà molto interessante capire quali fondi gestirà la sanità non commissariata», scrive, collegando l’uscita dalla gestione straordinaria al voto regionale favorevole sulle pre-intese e denunciando il rischio di un ulteriore impoverimento della Calabria rispetto al Centro-Nord.
Il quadro che emerge dal comunicato è quindi quello di una critica totale alla gestione Occhiuto. Per il sindaco di Corigliano-Rossano, negli ultimi anni la sanità calabrese non è stata avvicinata ai cittadini, ma si è mossa nella direzione opposta. Da qui la frase politicamente più pesante del testo, quando Stasi parla di «disastri di Occhiuto» e di un presidente che avrebbe fallito «sia da Governatore che da Commissario di sé stesso».

